chi è di funghi e chi è di zucchine

Ultimo giorno di luglio. Domenica. Milano. Le strade, insolitamente silenziose, sembra attendano un’ondata, il passaggio di qualcosa dalla misteriosa rilevanza che sai che mai arriverà. E tu, influenzata da tanta inerzia, indugi a passi lenti, i piedi soffocati dal calore dell’asfalto, gli abiti dal tessuto viziato dall’aria umida, i radi rumori rubati alla lenta vita quotidiana. Un tintinnio…

avvì

Stasera al telefono. Lei: Ciaaoo. Settimana prossima faccio una cena con festa. Io: Bene. Ma perché? Lei: Oggi sei andata ai controlli in ospedale? Io: Sì. E’ stato l’ultimo, il prossimo fra un anno. Lei: Vieni alla festa? Io: Non so, decido poi. Ma perché la fai? Lei: Se ti metti molto molto molto scollata…

Helo papaghena!

Fisso il pupazzetto del Minion che ha sul computer e, mentre mi abbandono al ticchettio del suo breve picchiettare sulla tastiera, intuisco un particolare del carattere della seria dottoressa. “Bene, Nin, le analisi sono perfette, prosegua le terapie che tutto va più che bene. Ci vediamo fra sei mesi.” “Scusi, dottoressa, se le regalo l’ultimo film dei Minions…

carnivori

L’altro giorno con mia madre. Lei: Ho voglia di carne. Andiamo a mangiare nel mio solito ristorante? Sai quello dove in genere faccio le cene per il mio compleanno? Io: Ok ma sai che non posso mangiare carne, vorrei pesce. Lei: Pago io quindi carne. Proprio non sopporto il pesce, ha un odore e una consistenza intollerabili….

quando il languore inganna

Ore 18 al supermarket: Apo : « Quasi quasi prenderei quel bel paccone di pasta, è in offerta. » Nin : « Amore, è pellet! »

mille e mille e mille metri

Ho trascorso giorni incantati sui monti della Val Senales. Luoghi generatori di sensazioni ampie, quelle percezioni che, come brevi presentimenti, arricchiscono l’anima già avvolta e sedotta dall’aria leggera, dalla luce alta e tagliente, dal nascente freddo autunnale. Di notte restano le potenti vette nere stagliate sul lucore del cielo, il silenzio penetrante e lo scorrere del sangue quale…

Corre e va, lesta, tenue e impalpabile.

Corre e va. Lesta. Tenue e impalpabile. Mi sorprende, così la rincorro. Mi ritrovo con il sorriso e le labbra sempre più persuase della nascente celia; inconsapevolmente gioco. Corre e va, lesta, tenue e volubile. Precede il mio percorrere lo sterrato color del latte; nulla può impedire la sua volata, nemmeno il frullo improvviso dei…