cicale

Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni.
Herman Hesse


Snidare lo straordinario.
Che sia sfacciato nella singolarità di un momento o che sia celato nella prevedibilità del quotidiano, nelle pieghe delle fatiche dello studio, nelle rinunce imposte dallo sport, nella pazienza del lavoro e nella transitorietà dei rapporti umani, è anelito e ragione.
Reputo che riconoscere lo straordinario dia valore all’essere qui e ora e riuscire a snidarlo è espressione del nostro profondo senso di appartenenza al mondo.

Questo concetto è più che una convinzione o un criterio. In me è connaturata propensione e, il più delle volte, è straordinariamente inconsueto riuscire a condividere le emozioni che provo quando, appunto, snido il brivido dello straordinario.

Apprezzo la frase di Hesse e, in questi giorni ferragostani, ne ho riacquistato il senso più profondo intraprendendo un breve viaggio itinerante in Provenza.

Dopo un’iniziale delusione, poiché senza i vaporosi cespugli di lavanda la Provenza appare come la brutta copia delle nostre terre di Toscana e Umbria, e superata la diffidenza scaturita dalla disillusione nel constatare che la bellezza, esaltata dalle tele di noti pittori e riportata negli stornelli di entusiasti turisti eno-gastronimici, si riassume, in realtà, in ordinaria retorica, ho dato spazio alle mie convinzioni: viaggiare è l’attitudine dell’animo e la capacità di cogliere la singolarità nel viaggio in sé, al di là delle mete.

Qualche brivido l’ho quindi scovato, resta comunque il convincimento che dai francesi dovremmo imparare l’arte della promozione e del sapersi vendere. In questo loro sono decisamente più bravi.

Per esempio, fanno della Seconda Guerra Mondiale motivo di turismo e di divulgazione di ideali che proprio in questi giorni dovremmo più che mai sostenere e perseguire. “Comprendere per agire”, in questa frase c’è l’essenza della visita al Camp des Milles un campo di detenzione e di transito per Auschwitz.
Fotografie, filmati, ambienti, odori. Null’altro.
L’eco dei pensieri.
E qui un brivido.Versione 2I disegni dei detenuti sulle pareti. L’urlo d’amore per la libertà, la vita, la pace.
E i tuoi passi proseguono con una leggerezza insostenibile se solo ti soffermi ad ascoltarne l’eco.

Comprendi che anche tu sei storia poiché coinvolto proprio in questi anni, in questi mesi, in questi giorni, in questo momento, in avvenimenti epocali su cui con saggezza, lungimiranza e fermezza potresti intervenire proprio in virtù dell’esser figlio di una storia ancora troppo recente per essere obliata.IMG_0891Il passato dovrebbe insegnare e il brivido è intimo, profondo, riesuma inesorabilmente la nostra incapacità ad esser obbiettivi.

Scivoliamo via con la nostra piccola auto francese dirigendoci al mare di Cassis e qui lo stesso brivido si ripresenta ma più spiccio, superficiale e sfacciato.
Ogni dove cartelli a recitare tutti lo stesso appello. Senti che la storia sta scorrendo sulle tue vertebre e non sai che fare, non puoi fare o credi di non poter fare.
Ti senti perduto e confuso perché la storia ti chiede di esser soggetto attivo, di osservare il passante sotto la luce di un nuovo sospetto, ti chiede di denunciare ma non ti aiuta a comprendere come valutare.
Pensi e comprendi che rischi di partecipare a un nuovo rito di cannibalizzazione del diverso da te.
E lì, in Francia, tutti sono diversi da te.IMG_0897
Che chiamare quei numeri di telefono sia sul serio la soluzione giusta? Ma chi non chiamerebbe il 112 se non fosse in pericolo!
Che l’appello urlato in francese e in inglese da questi cartelli sia l’inizio dell’esilio del buon senso in nome di un più che soggettivo senso civico?

Ho avvertito un brivido ignoto nel percepire lo straordinario in questo presente già storia che mi lascia come dispersa negli intenti e sfumata nelle convinzioni.

Multirazziale, plurietnica, cosmopolita.
Ecco la Francia odierna che dà i natali a un crogiolo di nuove razze, di coppie miste, di bambini, di ragazzi ed è amalgama di volti di donne e corpi di uomini dalle sfumature inattese. Una mescolanza umana di amori e passioni che sono solo l’esito della lunga storia di conquiste territoriali.
Molteplici le bellezze, i controsensi e, a volte, manifeste le intolleranze. Ecco il brivido nell’osservare il brulichio delle strade e dei vicoli di Marsiglia.Versione 3Una regina, Marsiglia, che ti coinvolge senza che te ne accorga e resti magicamente legato a lei. Di questa estesa città ho apprezzato tutto e nulla posso dire che non sia già stato scritto nelle guide turistiche. Resto, oggi, con il desiderio di viverla sul serio.
Essa è espressione delle mie due nature, quella cittadina e quella naturalistica, e non resta che rivolgermi a lei come a un’amica di vecchia data prodiga di consigli.

Ai suoi estremi marini si possono trovare momenti straordinari. Le famose scogliere del  Parco delle Calanques, di cui ho potuto solo intuire la possenza in un superficiale passaggio via mare, e le inattese, brevi e bianche spiagge del quartiere L’Estaque a cui non abbiamo potuto accedere a causa della ressa di ferragosto.
Tornerò. Prima o poi proverò brividi oggi solo intuiti e, in realtà, non così difficili da scovare.IMG_0892Proseguendo sulle strade di campagna di questa Provenza così Toscana, siamo giunte ove il cuore non può che aprirsi: le Gorges du Verdon.IMG_0995Un esteso canyon in cui percepisci la transitorietà del tuo essere e grazie a cui, volente o nolente, avverti che sei parte di qualcosa. E così, in breve, la tua superbia resta come cenere fra le dita.
In questo luogo lo straordinario non si scova, lo respiri ed entra in te. Siamo polvere di stelle, l’ho scritto tante volte e mai come in questo canyon ne ho avuto conferma.IMG_1009Qui peregrini su strade così alte da non credere di riuscire a precorrerle, segui lo scorrere dell’acqua in tutti i modi e arrampichi le bianche pareti sotto lo sguardo divertito dei grifoni. Qui si apre un mondo che scuote anche il più convinto dei marinai. Qui tutto è verticale con un’anima di acqua turchese.

Ed eccola lì.
Una ragazza arrampica e mi perdo nei suoi pensieri.IMG_1022Invidio le sensazioni che sta provando. Una coppia di grifoni l’assiste con l’eleganza del volo radente, ad ali ferme, con incedere imponente e traiettoria ponderata. Lenti.IMG_1023Giunge in cima dopo aver terminato la sua danza con la roccia e mi ritrovo a pensare a questi ultimi due anni e poco più. A come ero, a come sono, a come mi s’impone di essere. A come vorrei tornare ad essere. Ma questo è un altro argomento.

Le Gole del Verdon sono un luogo che deve assolutamente esser non solo visitato bensì vissuto almeno una volta nella vita.

Del viaggio in Provenza resta poi la musica delle cicale.
Tante, assordanti, ovunque, sempre. Sono anche il simbolo di questa terra del Sud d’Europa.
E, come cicale, io e l’amica Roberta abbiamo percorso chilometri e chilometri, canterine nel nostro vagare estivo sulla storia e sullo straordinario.IMG_0803

19 Comments Add yours

  1. 65luna scrive:

    Bello il post belle voi! Abbraccio,65Luna

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao bella ragazza! Grazie sul serio per l’apprezzamento. Tu stai bene? Sei già andata o sei o sarai in vacanza?

      1. 65luna scrive:

        Buongiorno! Ancora nulla, le dividiamo durante l’anno ma , anche per lavoro, mai da giugno ad agosto! Un abbraccio,65Luna

        1. ninjalaspia scrive:

          Saggi! Molto saggi! Anche io in realtà le vere vacanze le faccio fuori stagione: dall’ultima di settembre sarò in Sardegna.
          Buona giornata, Luna 😘😘😘

          1. 65luna scrive:

            Be’ io la terza…! Un abbraccio,65Luna

  2. Drimer scrive:

    Fantastiche beatiful girls, un bel viaggio.
    Un abbraccio 😉

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella! Grazie! Un viaggetto breve, giusto per sgranchirsi un po’. Tu ok?

      1. Drimer scrive:

        Tutto ok, grazie. Quest’anno non sei venuta in Romagna…traditrice 🙄.

        1. ninjalaspia scrive:

          😃😀
          …ma la stagione non finisce a fine novembre?

          1. Drimer scrive:

            Giusto…allora attendo 🙄

            1. ninjalaspia scrive:

              👍🏼😉👍🏼⛵️🐳

  3. lois scrive:

    La Provenza è un luogo magico (certo, con la lavanda prima del raccolto è più suggestiva!) dove la luce è speciale. E poi il Verdun, hai ragione, ti fa sentire tutta la forza della natura. Anche breve e rapida, la vacanza col “suono di cicale” ristora e apre gli occhi, rendendoli nuovi.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Lois! Che piacere sentirti.
      Devo tornare assolutamente in primavera nella zona di Avignone per riconciliarmi con questa terra di promesse. Tornerò a percorrere i sentieri delle Calanques e delle Gole del Verdun.
      Hai ragione, anche se dura il tempo di una sgranchita di gambe, il viaggio rinnova le prospettive.
      Tu sei già partito e rientrato?

      1. lois scrive:

        Le mie vacanze le ho trascorse a casa, a leggere e a “guardare le nuvole”. Con occhi nuovi ho rivisto un po’ di cose. E della Provenza mi hai riportato ricordi di alcuni anni fa, quando me ne innamorai!

        1. ninjalaspia scrive:

          Direi che il tuo è stato il vero viaggio. Guardare le nuvole e sentirsi in movimento, cambiare prospettive stando fermi è abilità dei più sensibili e saggi.
          Mi fa piacere, Lois, aver suscitato ricordi piacevoli. Anche coi ricordi si viaggia molto 😉
          Un grande abbraccio a te

  4. arielisolabella scrive:

    Si viaggiare evitando le buche più dure ..❤️🌹

    1. ninjalaspia scrive:

      😃😘😘😘👍🏼

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