La seconda estate di Etta ed Ina

È da tempo che non scrivo più di Etta ed Ina (per i curiosi, ecco il primo post loro dedicato: Etta ed Ina). Nonostante non fosse mia intenzione affrontare l’argomento, oggi mi si è riproposta una breve esperienza che ha restituito un certo smalto al solito, trito, e da me abusato, argomento: le tette in silicone.

Scrivo “ripropone” perché devo ammettere che da molti mesi sono impermeabile a qualunque battuta, discussione, dibattito o semplice chiacchiera circa il percorso ricostruttivo di ciò che è stato asportato. Oramai si tratta di un argomento intimo, privo di interesse per chiunque non chieda spontaneamente, e di cui non sento più l’esigenza di parlare con assiduità se non con un paio di amici.

Poi, capita soprattutto nei mesi di bella stagione in cui qualunque argomento appare assai più leggero, ecco un dialogo inconsistente come la brezza milanese di questi giorni: ma perché mai ti sei rifatta sto popò di roba così grande? Io avrei preteso o che mi lasciassero il buco o che rimanessero al massimo a una seconda di taglia! E poi almeno fossero uguali, sono anche diverse!

donna6

Avrei potuto optare per un’accomodante risposta ironica ma, dato che il mio interlocutore era una bella e sana donna di circa 60 anni che sta commettendo l’imperdonabile errore di lasciarsi andare, ho assecondato l’impulso di spiegarle di che si tratta. Ho scelto i termini più realistici possibile come cancro invece di tumore, amputazione invece di mastectomia, ricostruttivo invece di estetico e ho cercato di spiegare cosa significa provare ancora i dolori del primo e definitivo intervento chirurgico, l’assenza di tatto per una vasta area del corpo che va dal braccio alla schiena passando per metà torace, la sensazione costante di avere un oggetto estraneo nel corpo anche nelle ore di sonno, l’estremo amore per te stessa nel proporti così come sei ad un uomo che poco ti conosce e che tu vorresti tanto conoscere nonostante tutto.

Ho spiegato con parole semplici cosa significa vivere una situazione tanto sconvolgente per lo spirito, di quanto si sia incapaci di perdersi in distinzioni minute quando ti dicono che l’Alieno è la tua carne, di come vieni sopraffatto da una situazione che mina non solo il tuo guardaroba ma soprattutto prospettive e valori, di quanto poco sia importante un dettaglio estetico quando ad essere compromesso è il tuo profondo essere e di quanto i medici padroneggino il tuo destino e che, per fortuna, nulla è lasciato al caso o sottovalutato. Ho detto molto altro ma scegliendo termini man mano sempre meno convincenti perché poco mi interessava di convincere.

Perché, sì, la vita continua e le cose devono essere superate con tutti i loro limiti e conseguenti limitazioni. È necessario fare uno sforzo per arginare i freni imposti da qualunque esperienza traumatica e per sentirsi ed essere quindi ancora e sempre partecipi. Cioè, come scritto magistralmente da Medeiros/Neruda “Essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”. In questo caso si tratta di procedere in senso stretto, di proseguire, progredendo nel dominare qualunque esperienza tesa a sconvolgere i nostri ristretti canoni, amplificandoli.

Man mano che proseguivo nel risponderle mi sono animata sempre più pur limitando la tinta dei termini da me impiegati e, ammetto, l’avrei solo strozzata.

Che un uomo faccia comprensibilmente fatica ad immedesimarsi posso accettarlo ma che sia una donna, oltretutto più anziana di me, no. Il fatto, purtroppo, è che non mi interessa aprire gli occhi ad alcuno. Forse avrei fatto meglio a fare una semplice battuta.

water

14 Comments Add yours

  1. arielisolabella scrive:

    Non c’è niente da fare cara ..la sensibilità o c’è l hai o nessuno te la può’ regalare…o insegnare. ❤️❤️

    1. ninjalaspia scrive:

      Concordo, Amica mia, purtroppo concordo.😉
      Tanto kiss

  2. dreker77 scrive:

    Avrei voluto vedere la faccia da tonta della signora mentre gli spiegavi quello che ti era successo!

    1. ninjalaspia scrive:

      Sguardo incredulo, giuro! Quando si vuol negare una realtà si è capaci di ottuse sordità. Poco importa, comunque, perchè non è importante che tutti comprendano.
      Bello “risentirti”, tu ok?

      1. dreker77 scrive:

        Se la vita non fosse di alti e bassi… che vita sarebbe !! È sempre un piacere leggerti! Ciao ninja

        1. ninjalaspia scrive:

          Vero, verissimo! 😉😘

  3. Andrea scrive:

    Ha avuto quello che si meritava. Da come riporti i fatti, le hai dato anche una lezione di stile. Brava Nin!

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Andrea! Grazie. In effetti non si può altro che dare qualche lezione di stile…è ciò che mi capita da un po’ di tempo, mi sa che potrei tenere un corso!😉
      Tu ok?

      1. Andrea scrive:

        Qualche problemino superabile (niente di grave) e tanti impegni di lavoro che mi hanno tenuto lontano dal blog

        1. ninjalaspia scrive:

          Anche io son stata lontana per un po’, i problemi, soprattutto quelli del quotidiano vivere, in effetti allontanano spirito e corpo anche dagli “amici di matita”. Spero che tutto ti vada bene, è importante. E se così non fosse, beh, passerà di certo. E’ quel che mi ripeto sempre. Ho anche compreso che se vivo le difficoltà senza subirle passivamente ma traendone esperienza, sembrano meno gravose …e poi passano😉
          Ti abbraccio, Andrea, bello ritrovarti. Kiss

          1. Andrea scrive:

            Penso che il tuo modo di affrontare le difficoltà sia quello giusto.
            Il tempo ci aiuta, perché se da una parte spazza via anche le cose belle, dall’altra ci aiuta a dimenticare quelle brutte. Facile da dirsi, un po’ meno da mettere in pratica, ma almeno proviamoci.

            1. ninjalaspia scrive:

              Vero, non è semplice. Il solo provarci è già un superare e in modo positivo qualunque difficoltà. Un pizzico di pazienza, un’attività che ti appaghi in qualche modo (sportiva o intellettuale che sia) e la ricetta è fatta! Difficile, occorre tempo ma buona😉

              1. Andrea scrive:

                Sei in gamba Nin!

                1. ninjalaspia scrive:

                  Ne. Escogito solo il modo per incassare al meglio gli schiaffi della vita. E poi, diciamolo, mi sono stancata di lamenti e tristezze. Ciascuno ha la sua dose di difficoltà e debolezze e se stessi ad ascoltare ancora e ancora le mie lamentele potrei deprimermi seriamente…e non sia mai!😉

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