Unici

A 44 anni ho conosciuto quel figlio unico di mio fratello.

Figurarvi la sfericità bovina del mio sguardo nel momento in cui uno sconosciuto si è dichiarato fratello, è uno sforzo d’immedesimazione che dovrete fare da soli.
Non è comunque di questo episodio di cui voglio scrivere ma di una famiglia in cui il bizzarro esilio del cuore ha comportato e comporta situazioni curiose.

Mio padre, sua madre, sua moglie nonché mia madre, il padre di mia madre, la compagna di mio padre, mio fratello minore, io: Figli Unici. Tutti Unici.
Teoricamente non è difficile gestire una vita da e di figli unici, quindi mi meraviglio sempre della natura del nostro rapporto: pazzescamente complesso.

Ho sempre cercato di riordinare mentalmente tanta esclusività per colmare, almeno logicamente, alcune lacune che il più delle volte compromettono la gestione di un’equilibrata vita quotidiana.

Trovare equilibrio nel rapportarsi con individui tanto convinti della propria esclusività, sottintende l’esser dotati di un’armonia interiore notevole, di un pizzico di autoironia e di molta elasticità intellettuale. Sia chiaro che non sono esente dall’esser a mia volta malata di esclusività quindi di esser responsabile di episodi e prese di posizione al limite della farsa. Forse, proprio perché regista di cotante situazioni, mi rendo conto che la trappola sta nelle maglie dei luoghi comuni. Quelli sulla famiglia e sui molteplici ruoli che gravano di vincoli che viziano, snaturano e alterano i legami.

Ho notato che ciascuno di noi Unici è incapace di gestire un rapporto genuino con qualunque appartenente alla cerchia della famiglia, anche lontanamente. Ciondoliamo fra il recitare il ruolo a noi affidato da chi ci sta di fronte e il patrocinare il diritto alla nostra esclusività. Inettitudine, si tratta solo di semplice inabilità.

Mi chiedo quindi perché perseverare. Siamo costretti in ruoli di cui abbiamo letto o di cui altri han raccontato. Non metto in discussione i sentimenti, per carità! Questi, oltre a non essere messi in alcun dubbio, fanno parte di una sfera intima e talmente profonda per cui il solo parlarne mi risulta retorico e noioso, figuriamoci scriverne.

Mi chiedo solo perché gli altri Unici con cui mi devo quotidianamente rapportare non riescano a comprendere che con un po’ più di genuinità e sincerità alimenteremmo meno farse. Se smettessimo, a iniziare da me, di rincorrere e temere al contempo l’esilio del cuore forse, finalmente, potremmo condividere più Vita.

20 Comments Add yours

    1. ninjalaspia scrive:

      😀😀 …me lo merito!

  1. arielisolabella scrive:

    Non sono i legami di sangue a creare una famiglia
    Ma solo la capacità di vedere ed accettare chi divide i tuoi spazi e la caffettiera come parte di se stessi. Un percorso che si deve volere da entrambi le parti e che dura tutta la vita.in fondo gli amici non sono altro che membri a tutti gli effetti della tua Grande famiglia. Gli altri sono un opportunità”. Bella brutta chissa’. Proviamoci a capirlo. Potremmo avere anche piacevoli sorprese.😘😘

    1. ninjalaspia scrive:

      Ė esattamente il mio pensiero. Considero molto più “famiglia” alcuni amici o coloro con cui ho profonde affinità. La genuinità a cui faccio riferimento è proprio nella propensione ad andare oltre i ruoli e a non recriminare un certo esilio del cuore.
      Chissà, forse ci si riuscirà… 😏😉
      😘😘😘

      1. arielisolabella scrive:

        Talvolta comportarsi con persistenza e convinzione porta anche L altro a convincersi della bontà del tuo comportamento …resisti.😊

  2. lois scrive:

    Hai perfettamente ragione, basterebbe dal proprio piccolo avviare questa espansione laica di sincerità e rispetto, sostenendo armonicamente le relazioni, dove, come dice arielisolabella non esistono solo perchè sostenute da “legami di sangue”.

    1. ninjalaspia scrive:

      Sì, è così. Sembra difficile far comprendere che si tratta solo di esser se stessi nel rispetto del tuo prossimo. I miopi ruoli sfalsano qualunque rapporto. Sembra una facile generalizzazione ma non lo è. Andare oltre anche ad accomodanti ruoli credo sia capacitá di pochi e il prezzo è la consapevolezza che si può rischiare di sentire tutto l’esilio del proprio cuore.

      1. lois scrive:

        Purtroppo questo è l’aspetto negativo di essere se stessi. Ma preferisco di gran lunga. Comunicare e sentirsi famiglia con 4/5 persone che si scambiano emozioni gratuitamente (nel bene e nel male) e non per convenienza o per cortesia.

  3. ceciliamaria50 scrive:

    COrrezione: nonno Vittorio era un meraviglioso ”figlio unico” pur avendo una sorella (molto amata) ed un fratello (morto giovane). Essere’ figli unici ‘è una qualità del carattere e significa essere indipendenti e, generalmente, ‘capo bastone’. Per me è una grande fortuna. Mom.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ecco, appunto. Una perfetta visione d’insieme…
      😄😘

  4. ceciliamaria50 scrive:

    Le relazioni per legami di sangue sono rarissimamente buone. Ci sono grandi invidie fra fratelli per gelosie nei confronti dei genitori ; giocano a sfavore anche gli interessi economici ecc… L’unico vero legame è genitore- figlio. E che dire delle amicizie? Sono forti legami, ma soggetti al tempo. Amici del cuore al liceo, amici del cuore all’ università, poi amiche del cuore delle giovani mamme poi…..Amicizie temporanee, solo legate all’ esperienza che vivi in quel momento.Ma va bene cosi’. PANTA REI, no? Mom

    1. ninjalaspia scrive:

      Credo tu abbia perfettamente ragione. Vero, purtroppo. Quindi “Panta Rei”
      ❤️❤️❤️

  5. evergreen scrive:

    Ciao, un abbraccio. buona domenica🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella! 😀
      Un enorrrrme abbraccio a te. Devi tenere un poco a bada la mia Isola preferita, quest’anno arriverò a settembre 😩
      Mi consola l’idea che, una volta lì, saranno giorni meravigliosi ☺️
      Tu ok?

      1. evergreen scrive:

        sì, anche se vorrei essere al mare B-) però c’è ancora tutto agosto🙂 Dove verrai?🙂

        1. ninjalaspia scrive:

          All’Isola di La Maddalena. Ho vissuto lì 7 anni e oramai non riesco a farne a meno… tu sei nell’entroterra, vero?

          1. evergreen scrive:

            sì, nel cuore della Sardegna, un pò lontano dal mare:/ ma ai piedi di un Monte Santo!

            1. ninjalaspia scrive:

              …ragazzi che bello, immagino le energie. Magica Isola Madre 😉

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