la leggerezza della farfalla

La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta.

(proverbio africano)


Quanto valore ha il tempo e il suo volubile trascorrere? A volte, inaspettatamente, si riduce a secondi per poi espandersi in emozioni indelebili. Scivola, si dilata, si comprime per scivolare nuovamente.

Sapessero quanto è semplice, per quelli come noi, godere del presente e quanto il valore di qualunque timore stia solo nella sua transitorietà; sapessero quanto gravose son le incombenze del sistematico quotidiano e di quanta leggerezza sono fatti i nostri passi verso un modo di essere semplice e sempre più obiettivo, libero. Sapessero quanto i problemi che un tempo ritenevamo cupi e irrisolvibili oggi son pari al trascorrere di una fuggevole nuvola.

Sapessero, i medici, quanto valore hanno le parole dette e, soprattutto, quelle che vivono in sospeso poiché inespresse. Ci sono alcune parole che sopravvivono nelle sgualciture, nelle grinze del tempo. Restano lì e noi le comprendiamo meglio di quelle palesate o, semplicemente, di quelle accettate dal comune buon senso.

A volte, queste parole sospese, si organizzano in frasi che, seppur brevi, hanno il potere di modificare la percezione del tempo. È ciò che mi è accaduto poco più di un anno fa e che ancora oggi mi coinvolge quotidianamente gravando il trascorrere del mio tempo di decisioni che mi proiettano solo nel presente. Come la vita di una farfalla.

Sono pronta a tutto, da quando mi hanno diagnosticato il cancro e l’osteoporosi poiché queste patologie hanno modificato la percezione del mio tempo.

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Ogni 24 ore assumo toccasana chimici che recano in sé non solo effetti collaterali che cambiano il quotidiano vivere ma anche i poco raccontati effetti paradosso. Questi ultimi sono gli effetti collaterali che sopravvivono nelle grinze del tempo e che possono portare il corpo a vivere patologie indotte dalle stesse cure.

Un paradosso. Ti curi e mentre lo fai ti esponi ad altre patologie.

Ecco, è proprio in questi pensieri che il tempo si restringe in istanti preziosi per cui la parola Futuro assume valenze nuove e il Passato si riduce a un semplice elenco di prove superate di cui, in questo presente, sorridi.

Ma veniamo all’attuale paradosso. Un mese fa, mangiando un bel pezzo di cioccolato fondente, mi si è spezzato un molare già in precedenza devitalizzato. Bocca impastata, sguardo goduto, papille stordite e…Crak! Ma nooooo, penso.

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Vado in un ospedale specializzato in denti, dentisti e affari simili per fare la visita. Mi accomodo sulla poltrona e ben tre medici si alternano nel curiosare nella mia bocca. Silenziosi e meditabondi i si guardano con fare circoscritto e sguardi preoccupati. Non dicono nulla. Comprendo, e la percezione del tempo inizia a cambiare.

Mi chiedono come mai prendo i medicinali oncologici e soprattutto i bifosfonati, sono un soggetto troppo giovane per tali terapie. Accenno a una battuta sul fatto che amo la giovanile incoscienza delle esperienze forti poi sfodero l’i-Pad su cui memorizzo tutta la cartella clinica e mostro loro l’esame istologico della mastectomia e la MOC che ha rilevato un’osteoporosi grave alla spina dorsale. La prima emessa dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e la seconda dall’Ospedale San Raffaele sempre di Milano. Fra milanesi magari ci si fida, no?

Zitti. Si guardano. Due escono e resta una bella dottoressa sulla sessantina. Mi piace, mi fa sentire protetta. Inizia a spiegarmi l’assurdità di prendere i bifosfonati alla mia età, mi dice che sono medicinali su cui non hanno statistiche poiché largamente impiegati solo dal 2000 e di cui si sono scoperti particolari effetti collaterali solo dal 2003 quindi che loro non hanno un protocollo da seguire per intervenire in sicurezza. Sicurezza? mi chiedo. Ma si tratta di una banalità, basta fare un impianto e i giochi son fatti.

No. Non è così.

Necrosi della mandibola.

Necrosi? Morte dell’osso? E perché mai? A causa dei bifosfonati sembra che sia assai rischioso toccare la mandibola perché può capitare che muoia e son guai.

Mi sorge un sospetto:

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Sto comunque al gioco. La bella e protettiva dottoressa mi prospetta quindi la sola estrazione delle sopravvissute radici del molare e quindi di attendere che la mandibola reagisca. Non consiglia alcun impianto.

Chiaro che non mi fermo al solo suo consiglio così vado da altri dentisti che, chiaramente, propongono l’impianto e non l’estrazione. Tutti comunque meravigliati che stia seguendo la terapia con bifosfonati che, a comune buon senso dei dentisti, porta a quasi certa necrosi della mandibola. Un peccato per una signora giovane come lei. Dicono.

Stordita vado dallo specialista che mi sta curando l’osteoporosi e a cui mi sono affidata per parare l’inesorabile rarefazione della spina dorsale. Inizia a parlarmi in technichese e mi concentro solo sulle espressioni del suo volto, sulle parole non dette, sulle frasi che si celano nelle pieghe del tempo.

Ad un tratto mi guarda dritto negli occhi e consiglia di fare l’estrazione perché è improbabile che mi muoia l’osso. Scrive le linee guida da seguire e da far leggere ai medici che mi estrarranno il dente.

In pratica devo sospendere il bifosfonato per due mesi e mezzo e prendere antibiotici prima e dopo l’estrazione. Poi si resta sotto osservazione. Come si interviene nel caso in cui la mandibola muoia, non è dato saperlo.

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Qualche notte insonne a guardare le foto in cui è ancora ritratta la mandibola che mamma mi ha fatto e torno all’ospedale dei denti risoluta nell’affrontare l’estrazione e che non se ne parli più.

La rassicurante, seppur allarmista, dottoressa però non sembra convinta del parere del mio specialista. Non lo dice palesemente ma è chiaro che non lo stima. Atteggiamento poco gentile nei miei confronti perché mi è costato molto affidarmi a lui. Ai medici si deve innanzi tutto credere, ci si deve affidare quindi fidare. Un grande sforzo per me fidarmi di qualcuno, lo ammetto.

La bionda dottoressa ora mi dice che il problema non riguarda esclusivamente l’assunzione del bifosfonato ma la sua interazione con la terapia ormonale che l’oncologa mi ha prescritto. Ma nooo! penso. M’impone una visita specialistica con un’altra dottoressa internista dell’ospedale. Luogo che scopro essere anche un ospedale maxillofacciale.

Per non stordirmi nuovamente con gravosi sospetti e timori, ripenso al sapore del cioccolato. Respiro e sorrido a me stessa con una serie di battute sul cioccolato e sulla mia ingordigia.

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Nel frattempo vado all’Istituto dei Tumori per il trimestrale controllo dell’utero (a cui può comparire il cancro causato dalla terapia oncologica; è andato tutto bene) e ne approfitto per incontrare l’oncologa e chiederle un parere sull’interazione delle due terapie che sto facendo. Mi sorride e dice di stare tranquilla, di affrontare l’estrazione del dente in serenità.

Ieri mattina incontro la specialista consigliatami dalla bionda dentista e, finalmente, ho un interlocutore che mi vede nella mia unicità e non come un agglomerato di parti per specialisti. Per una ventina di minuti si studia la mia cartella clinica e, in modo olistico, mi dà un quadro della situazione. Mi rassicura dicendomi che il rischio di necrosi nel mio caso è pari allo 0,001% e che per esser ancora più sicuri devo fare un solo esame del sangue. Sostiene che il mio specialista mi sta sottoponendo alla terapia corretta, quella con bifosfonati, poiché questi oltre a bloccare il processo osteoporotico, parano l’eventuale insorgere del cancro alle ossa, una delle sedi privilegiate per la recidiva dei carcinomi al seno.

Mi parla della scala di priorità mediche e, con mio sollievo, constato che abbiamo la medesima proiezione. L’Alieno più astuto e infido si chiama Cancro e può portare alla morte, quello più insolente Osteoporosi e può recare temporanee e invalidanti fratture, il più irrisorio si chiama Estrazione del dente che, con un ottimo margine, non porterà alcuna spaventevole conseguenza.

Settimana prossima rivedrò la bionda dottoressa e vedremo come andrà.

Nel frattempo il mio Tempo è come quello della farfalla. Breve. Istanti di un presente che non può immaginare un futuro di effetti paradosso.

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37 Comments Add yours

  1. Silvia scrive:

    Come se già uno non si preoccupasse già abbastanza da solo devono anche fare complicate le cose più semplici……. che pazienza….
    Buona serata.

    1. ninjalaspia scrive:

      Infinita pazienza, amica mia, è infinito autocontrollo!
      Buona serata a te 😘

  2. romolo giacani scrive:

    Proprio questa mattina leggevo questa citazione di Lincoln “Ciò che conta non è quanti anni ci sono nella tua vita, ma quanta vita nei tuoi anni”. E sicuramente la condivido, anche se forse non è mica così intelligente come sembra…

    1. ninjalaspia scrive:

      Intelligente, amico mio, è una frase assai intelligente ;-D
      Un grande bacio a te e salutami Roma. Sarei dovuta venire a vivere lì ma sembra che non riesca nemmeno ad avvicinarmi.🙂

      1. romolo giacani scrive:

        Però se passi fatti viva che almeno un caffè insieme ce lo prendiamo!

        1. ninjalaspia scrive:

          Contaci! Mi piacerebbe, sul serio! Prima o poi busserò in quel dei colli😉

  3. maramassaro scrive:

    vivi il presente con tutta te stessa, e non pensare a niente, goditi la vita in tutte le sue sfaccettature, le farfalle non pensano, vivono.
    Ma io ti auguro con tutto il cuore di diventare centenaria e guardando dietro di te questi giorni, riesca a ridere come di un periodo che ti ha insegnato molto.

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie Mara. Parole commoventi, le tue, scritte con empatia.
      E’ quello che vorrei, non dovere, per un po’ di tempo, prendere decisioni dalle conseguenze comunque gravose.
      Per il resto, sì, cerco di fare ciò che amo e di stare solo con chi amo e stimo e che il mondo resti fuori😉
      Ti mando un grande, sentito abbraccio. Bacio🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Per sempre W!😀😉😀
      bella che sei!😀

      1. arielisolabella scrive:

        Tu molto di più perche non lo sai😊

  4. tramedipensieri scrive:

    ..e la Nutella allora?

    Un abbraccio forte, forte
    ❤️

    1. ninjalaspia scrive:

      Granada Nutellone!😀 Almeno con quella non mi sarei rotta il dente! 😀
      Un grande abbraccio a te, stella mia. Piciùk❤

  5. mo1503 scrive:

    Oggi è nottata da pensieri epicurei ho già commentato l’amica chezliza con una sua frase a te voglio regalare quella di uno dei miei film preferiti
    “Cogli la rosa quando è il momento che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà” vivi e in culo a tutti i pessimisti che ti fanno star male.😊

    1. ninjalaspia scrive:

      Ma ciao!
      È appunto il mio pensiero. Vivere comunque; poi, ammettiamolo, che si può fare altrimenti?
      Il punto è che bisognerebbe rivedere i protocolli comportamentali dei medici per cui sembra che si debba dire tutto, perfino monopolizzando il discorso su remote probabilità, al paziente.
      In genere faccio loro alcune battute per rendere il dialogo un po’ meno tecnico e per far intendere che oltre i tecnicismi c’è una persona è una sensibilità. Quando ti danno Lo Schiaffo dicendoti che hai una patologia mortale, diventi più lucido e presente rispetto a qualunque medico. Torno quindi a dire: sapessero i medici come si vive con la leggerezza della farfalla, eviterebbero a se stessi imbarazzi.
      Qualche buon medico, comunque, c’è e ho avuto la fortuna di incontrarne almeno tre.
      Un grande abbraccio a te ☺️

  6. Nicola Losito scrive:

    Ok, pur con tutti i danni provocati alla tua bocca e il calvario dei consigli dei vari medici che hai consultato, se ti piace (come piace a me) la cioccolata e non ci sono gravi controindicazioni, non fartela mancare. Si vive una volta sola.
    Nicola

    1. ninjalaspia scrive:

      Grande Nicola! 😀😃
      Assolutamente sempre W La Cioccolata!
      Un grande bacio a te 😚

  7. Andrea scrive:

    Ha detto benissimo quando affermi “finalmente, ho un interlocutore che mi vede nella mia unicità e non come un agglomerato di parti per specialisti”.
    Questo è quello che manca nella sanità: qualcuno che ci veda come individui e non macchine da smontare e rimontare. Dovrebbe farlo il medico di famiglia, ma sono solo impiegati!
    Però anche tu Nin, la cioccolata, specialmente se fondente (la mia preferita, almeno 70% di cacao), si fa sciogliere lentamente in bocca per assaporarla pienamente!
    Un abbraccio e buona estrazione, che la formichina ti porti un bel dono!

    1. ninjalaspia scrive:

      😀 Ciao Andrea!
      Hai colto esattamente uno dei “paradossi” a cui tutti noi, a qualunque livello di assistenza, siamo obbligati: avere a che fare con medici parziali che ci fanno sentire …parziali!
      Per quanto riguarda l’amore per il fondente, beh, sì, scioglierlo lentamente è il modo migliore ma mozzicarlo avidamente è da veri goduriosi impenitenti!
      Al topino dei denti ho già anticipato una moneta, ora che mi parli di formichine farò un’altra donazione, sia mai che i due mettano anche una buona parola con il dentista😉
      Un grandissimo e fortissimo abbraccio a te, Andrea. Piciùk🙂

  8. CrazyAlice scrive:

    Coraggio guerriera! Supererai anche questa! Ti abbracvio stretta stretta!

    1. ninjalaspia scrive:

      Si supera tutto! 😉😃
      Un grande bacio a te, bella Crazy 😘😘😘

  9. Hai detto molto giustamente che del medico bisogna potersi fidare per potersi affidare.
    Purtroppo qualche volta bisogna difendersi… o con le unghie o con tranquilla determinazione.
    È successo anche a me di dovermi difendere dai miei colleghi… e purtroppo ce ne sono anche di buoni commercianti.
    C’è anche un altro punto, secondo me, dolente, e cioè che la Medicina Accademica snobba la natura e l’esistenza di una psiche collegata al corpo.

    Questo è quanto ho scritto sul primo risvolto del mio libro:

    https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/03/02/conto-alla-rovescia-5/

    Non aver mai paura di dire no a quel medico che pretende di essere il depositario della medicina.
    Buona notte.
    Quarc

  10. Affy scrive:

    Un abbraccio forte ♥

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie, stella. Anche per te un bell’abbraccio sentito. Kiss 😚

  11. evergreen scrive:

    ciao ninja! come stai? un abbraccio🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      ma ciao! Grazie per il contatto! Non riesco più a dedicarmi al blog e mi mancate tutti. E’ un periodo di impegni anche gravosi e sto cercando di tenere il controllo del fragile equilibrio economico in cui mi ritrovo. La salute ok, solo qualche noia a causa del dente poi estratto e perennemente dolorante e la solita insostenibile fiacchezza causata dalla terapia contro l’Alieno. Tutto ok, comunque. Attendo giugno per tornare alla mia isola, per riposare un po’ e tornare on line. E tu come stai? Come sta l’Isola delle isole?

      1. evergreen scrive:

        mi fa piacere risentirti. devo ricordarmi di passare molto di più nel tuo blog. sono felice che tu stia bene, e spero sia la svolta, e che l’alieno ritorni al suo pianeta, il prima possibile😉 coraggio. ti stimo tanto. un abbraccio

        1. ninjalaspia scrive:

          Un grande abbraccio a te e a presto. Piciùk😉

  12. Affy scrive:

    Passo per lasciarti un abbraccio, di quelli forti! ♥
    Affy

    1. ninjalaspia scrive:

      Hey! Grazie! Un pensiero meraviglioso al momento giusto. Tu ok? ❤️

      1. Affy scrive:

        Sì, tutto va avanti anche per me.
        Non ti leggo da un pò e sinceramente la tua assenza si sente. ❤

        1. ninjalaspia scrive:

          Cavoli, non immaginavo. Non riesco piú a scrivere,, è come se avessi un ingorgo di pensoeri grevi. Mi mancano gli amici di matita. Appena sbroglio l’ingorgo torno, chissà, magari prima di quanto io immagini 😉 grazie per il “pling” di oggi, mi ha fatto tanto piCere 😘😘

          1. Affy scrive:

            Sarò ben felice di vederti tornare … un bacione ♥

  13. evergreen scrive:

    Ci manchi❤ aspettiamo altri post🙂 un abbraccio grande da tutta la Sardegna❤

    1. ninjalaspia scrive:

      Ma ciao! Mancate voi a me, altroché! Da qualche tempo ho testa e cuore un po’ gravati da pensieri vari. E scrivere mi sembra tanto difficile. Tornerò, comunque. Che bella sirpresa mi hai fatto. Tu ok? La mia Isola? Sarò “a casa” a settembre e resterò sicuro 4/6 settimane e non vedo l’ora.
      Che bel regalo il “pling” del tuo messaggio 😀😗

      1. evergreen scrive:

        come ti senti? spero ti senta meglio, e che i pensieri siano rivolti su altri fronti, “terrestri”. non so se mi hai inteso. ti abbraccio a lungo. sei preziosissima per noi. e un augurio di cuore: a chent’annos, a te e al tuo blog. sempre facendo il ninja e la spia😉

        1. ninjalaspia scrive:

          Sto meglio, indubbiamente. Ho finito oggi i controlli e mi hanno confermato i prossimi fra sei mesi quindi tutto alla grande sul fronte Alieno. I pensieri e gli accidenti riguardano un continuo schiantarsi in situazioni non prevedibili e destabilizzanti. Sto risolvendo anche questi e mi auguro a giugno di liberarmi da ste incombenze. Ne scriverò, senza dibbio, come breve racconto mettendoci anche quel pizzico di ironia che male non fa. Grazie per gli auguri, li ricambio con profonda sincerità. Per ora un grande abbraccio a te, prezioso “amico di matita”. Piciùk

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