SediciDieciTredici

Nove Sedici Dieci Tredici Undici Dodici e ancora Undici quindi nuovamente Nove Uno Quattordici Sei Cinque e finalmente Tredici Nove Quattordici.

Numeri schizoidi di un anno alterato. Dodici mesi isolati dalla realtà, anormali, eppur senza delirio o allucinazioni.

La Sberla.

Esattamente un anno fa alle ore diciotto e trenta un uomo gentile, sottile e alto, mi disse che era urgente fare una biopsia al seno. Ero sdraiata a torso nudo sul lettino delle ecografie, a destra il bianco del suo camice e, più in su, il nero del monitor; a sinistra il nulla, il vuoto di una scrivania vuota e il gelo di Beatrice che era lì con me, per me.

Biopsia.

Cancro.

Cancro.

Fantasma concreto, tangibile, greve. Pensiero che, come veleno, invade la mente e irrigidisce il corpo lasciando lacrime a invadere copiosamente il volto, stille superstiti di una vita in sospeso. Un pianto attonito, talmente disperato da negare qualunque vocalizzazione, perfino quella del respiro che resta sospeso, mozzato. Pianto senza gemito, quel lamento del cuore e dell’anima così profondi da immobilizzare membra e polmoni. E tu lì, senza più coscienza del corpo, ad avere un unico pensiero.
Cancro. Ora tocca a me. Cancro.
No, io non ci sto, meglio morire.

Rammento l’arido in bocca e l’incapacità di proferir alcuna parola, paralizzata su quella sedia di cui non ricordo nemmeno la consistenza e lui, quell’uomo così sottile e pacato, a dirmi di non guardarlo in quel modo perché avemmo affrontato con serenità qualunque percorso, che si trattava di rimandare i miei programmi solo per un periodo, lungo ma solo un periodo. Che lui era lì per darmi una mano, “ma la prego non mi guardi in quel modo.”
Cancro. Ora tocca a me. Cancro.
No, io non ci sto, meglio morire.

No gravity Dance Company
No gravity Dance Company

Rammento le domande di Beatrice e l’assurda richiesta che lo specialista stesse sbagliando diagnosi; ricordo il sorriso di quell’uomo, così sottile e pacato, nel risponderle che si augurava di esser in errore ma che l’ecografia non poteva sbagliare. Rammento il vortice di pensieri e, al contempo, il vuoto assoluto a ridurre la realtà a un unico pensiero. Cancro. Non ora. Cancro. Sono troppo sola per affrontarlo. Non ora, devo fare troppe cose per vivere come desidero.
Cancro. Non ora. Cancro.
Sono troppo sola.

No gravity Dance Company
No gravity Dance Company

Di quella prima serata di metà ottobre rammento il distributore di bevande della sala d’attesa e l’ampio divano su cui, attonita, mi ero lasciata andare dopo la visita medica. Sala d’attesa vuota a quell’ora così tarda per sentirsi dire che si ha il cancro; sala così vuota e silenziosa in cui il mio cuore, paralizzato, ha sorriso del buffo rumore gloglottoso della moneta lasciata libera di percorrere i misteriosi tragitti celati nel ventre del distributore di bevande. In qualche modo, sembra assurdo anche a me, ho invidiato la libertà e l’inconsapevolezza di quella moneta.

Rivivo l’invito di Beatrice nel pormi una bottiglietta di acqua ghiacciata e il gelo del liquido a scivolare nell’arido del mio corpo, risvegliandomi. E lì, in quell’istante, ho sentito che stavo intraprendendo un viaggio sì difficile, sofferto, eppur forse il vero Viaggio, quello senza compromessi e per cui la Vita ti chiede di essere sul serio un individuo a tutto tondo. Ho percepito la pienezza di me stessa senza timori perché non potevo altro che accettare ciò che mi stava accadendo. Accettare il mondo per quello che è. Accettare che il cancro fa parte di noi, che si tratta dei nostri stessi tessuti, che è nell’ordine delle cose. Accettare, sì, e perseguire sempre in tale direzione sforzandosi di non perdere l’orizzonte. Essere e sentirsi vivi nella consapevolezza che anche una tale esperienza fa parte della Vita.

Non è teoria, non è una tesi. Oggi, a un anno di distanza da quel tardo pomeriggio di metà ottobre e alla vigilia dei controlli oncologici, so che l’atto più faticoso è quello di accettare l’ordine delle cose per quello che è: Vita. Oggi, a un anno di distanza dallo Schiaffo, la Vita mi ha stupita con ulteriori sorprese che mi lasciano senza fiato eppur consapevole che devo fare un altro sforzo di accettazione. Mentre vivo giorni luminosi di amore e prospettive con un uomo meraviglioso, e che hanno annullato il senso di solitudine, la Vita mi pone dinnanzi a un difficilissimo atto di ulteriore accettazione: l’Alieno ha nuovamente sfidato la mia insostituibile amica Silvia. La chiamano recidiva e il suo nome è leucemia. E mi ritrovo con il cuore nel suo, seduta con lei a condividere quella bottiglietta di acqua ghiacciata a placare l’arsura dell’anima.

No gravity Dance Company
No gravity Dance Company

Nove Sedici Dieci Tredici Undici Dodici e ancora Undici quindi nuovamente Nove Uno Quattordici Sei Cinque e finalmente Tredici Nove Quattordici.

Numeri schizoidi di un anno alterato. Dodici mesi isolati dalla realtà, anormali, eppur senza delirio o allucinazioni. Dodici mesi in realtà così reali, di Vita, di lotta e ora di amore.

 

37 Comments Add yours

  1. unazzurrocielo scrive:

    oddio rivivo il mio agosto 2013…..mi sembra sia passato un secolo! Quante cose ho vissuto, quanto mondo sconosciuto ho incontrato… e dopo un anno e passa sono ancora nel limbo

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao. Mi dispiace aver suscitato ricordi dell’inizio del percorso forse più arduo. Tutto ciò detto, mi fa comunque piacere condividere queste sensazioni con persone che conoscono il nostro “idioma”. Meno soli, ci si sente molto meno soli.
      Un grande, grandissimo abbraccio a te😉

  2. Silvia scrive:

    Un abbraccio a te e soprattutto a lei….

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie, Silvia. Un grande abbraccio a te❤

    2. evergreen scrive:

      ❤ ti lascio un abbraccio e prego affinché possa guarire da questo male.

      1. ninjalaspia scrive:

        Buon giorno! Grazie. 😘

  3. Tiferett scrive:

    Ti abbraccio forte

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno! Grazie, stella. Un grande abbraccio a te ☺️

  4. 65luna scrive:

    Abbraccio e sorriso di cuore. 65Luna

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno per tutto il giorno! 😉
      Grazie, mi prendo l’abbraccio e, visto che son ingorda, ne dò un’altro a te 😘😘😘

      1. 65luna scrive:

        …e gia’ che ci siamo buon we! 65Luna

  5. Sun scrive:

    Un raggio di sole

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno amica mia. Grazie di cuore. Un grande abbraccio a te 😘😘😘

  6. tramedipensieri scrive:

    ❤ a te, ❤ a Silvia.

    abbraccio collettivo.
    .marta

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao, bella Marta. Grazie ❤️

  7. romolo giacani scrive:

    Ogni volta mi togli le parole, ma non la voglia di leggerti. Un abbraccio forte forte forte,

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Romolo! Che bel commento, grazie. Un grande abbraccio a te 😚

  8. ellagadda scrive:

    Non ricordo molto, anche se di tempo ne è passato poco (febbraio 2014), ricordo il senologo serio, che parlava, parlava, mi prendeva le mani, mentre nella mia testa tanti piccoli criceti avevano iniziato a girare sulla ruota, con quel “frrrrrrrr frrrrrr” a intontirmi.
    Ci ho riparlato mercoledì scorso, di nuovo i criceti.
    Io e i criceti siamo un’ottima squadra.🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella! Il non ricordare le sensazioni del momento dello Schiaffo credo renda l’enormità dell’esperienza che reputo indelebile anche nel vuoto che resta. Ecco perché ne ho scritto, per non dimenticare, per condividere, per confrontarsi per sentirsi meno soli. Tu i criceti io l’arido in bocca…dici che i criceti si troveranno bene a vivere nell’arido?😉
      Fammi sapere come prosegue il vostro “lavoro di squadra”, ci tengo. Per ora un grande abbraccio e a presto. Piciùk🙂

      1. ellagadda scrive:

        Oddio, criceti e arido in bocca mi sa che come accoppiata non sarebbe delle migliori😀
        Fai bene a ricordare, per te e per i “nuovi”, per chi non si trova in prima linea ma comunque non sa che fare, per chi crede che non ce la potrà fare…
        E anche per permettere di parlarne anche restando nell’anonimato.
        Il lavoro prosegue, e nell’andare avanti ho compreso tutti i tuoi scleri, tutta la voglia di mandare medici e compagni a quel paese, ma, forse proprio perché avevo prima letto il tuo blog, ho potuto fare da me, prenotandomi visite, esami, chiedendo pareri e cercando di lasciare al caso il meno possibile, nonostante i criceti.
        Fai bene, sì, a me è servito leggerti, e sono convinta servirà anche ad altre🙂

        1. ninjalaspia scrive:

          Non immagini quanto queste tue parole mi riempiano il cuore. Condividere, trasmettere e ascoltare sono valori imprescindibili. Grazie, sul serio, grazie per lo spessore che trasmetti 😘

  9. CrazyAlice scrive:

    Un abbraccio grande amica cara… che si confonde tra i tanti… Stimo te profondamente…e ti auguro adesso tutto il meglio che la vita possa offrire…sinceramente!❤

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Crazy! Che bello sapere che stiamo entrambe vivendo un gran cambiamento. Tutto è e sarà positivo, ce lo meritiamo entrambe 😉
      Per ora un grande, enorme, profondissimo abbraccio a te e a Elio 😘😘😘❤️

      1. CrazyAlice scrive:

        Grazie amica cara! Spero tanto che tu abbia ragione, sai? Comunque vada, intanto dalla melma me ne sono tirata fuori, e ora piano piano me la scrollerò di dosso!
        Ti abbraccio fortissimo!!!!
        Un bacione!❤

  10. Non so che dire. Ti lascio un cuore, vale?

    1. ninjalaspia scrive:

      😀 in realtà, e lo sappiamo tutti quindi inutile barare, è l’unica cosa che vale😉
      Quindi un cuore per te, Erre❤ Piciùk

  11. Topper scrive:

    Anche se non ho mai provato quel che hai vissuto tu, mi hai insegnato tantissimo. Non ti ho mai percepito triste o di cattivo umore e questo, a prescindere dalle cause, dovrebbe accompagnare ogni giorno tutti noi.
    E’coinvolgente sentirti così. Al tempo stesso non può non dispiacermi per la tua amica, una grande sfida l’attende. In bocca al lupo.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Amico mio! Grazie per l’augurio a Silvia, le riferirò il tuo commento e so che le farà piacere.
      È un periodo luminoso in cui sento che sto tornando allo stile di vita che più mi calza ed è fantastico 😉
      Finalmente torno a sentirmi NELLA vita e non più SBATTUTA FUORI dalla vita. Ricordi di un breve passato che ha il valore di un rinnovamento profondo. Trasferire ad Amici come te tale enorme sentimento mi rende amcor più serena.
      Ultime novità, te le dò in anteprima: 3 a 0 ninja vs alieno, i primi tre controlli importanti sono andati bene. 😉 e ora festeggio in montagna con amici, cani e il mio fanntastico compagno. Tutto così vitale, Topper! Tanto kiss 😚

      1. Topper scrive:

        Sono davvero felice di questa cosa. Ero abituato a vederti spesso qua in giro ma forse è vero che spesso si scrive quando una certa malinconia ci accompagna. Sapere che sei in giro da un’altra parte, con persone speciali in carne ed ossa è come rinascere ogni giorno. Ti stringo forte.

        1. ninjalaspia scrive:

          Virrei scrivere di tutto ciò che sto vivendo in questi giorni ma non riesco per mancanza di tempo e, a volte, di linea! Gli “amici di matita” sono importanti e alcuni veramente speciali, come te, tanto da desiderare di proseguire il dialogo, coltivare empatia, proseguire insieme un percorso di condivisione. Appena sarò più stabile tornerò a zanzarare sul web 😉😀
          Buona serata, Topper. Ri-kiss

          1. Topper scrive:

            Spero che tu possa continuare a rilassarti come stai facendo e scrivere quando ti andrà.
            Io comunque sarò qui.

  12. TADS scrive:

    ciao Ninja, tutto ok???
    mamma Ninja è sempre in pista?😉

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Tads! Che bello “sentirti”. Tutto ok, sono di controlli medici e per ora tutto va più che bene. Finirò la menata medica il 12 novembre.
      MammaNinja in questi giorni alterna entusiasmi e malinconie e, chiaramente, non risparmia a tutti battute e freddure. Ieri a pranzo, in un ristorante, ha detto al cameriere che, visto che mon avevano gli spaghetti alle vongole che desiderava da qualche giorno, non poteva considerare il locale per cui lavora un ristorante. Il ragazzo, con occhi da bue allibito, mi ha fissata con espressione interrogativa e io gli ho detto che se avessero avuto il tortino al cioccolato tutto sarebbe rientrato in una normale e civile conversazione . Mangiato il tortino, MammaNinja si è ritenuta soddisfatta e dice che terrà in considerazione il nuovo ristorante per festeggiare il suo complranno il prosdimo 22 novembre 😳
      Tu ok, TADS?

      1. TADS scrive:

        vorrei esserci anche io al ristorante il 22 novembre😉
        Mamma Ninja è ormai diventata un mio mito

        tutto nella norma grazie, mi fa piacere sentirti serena, vedrai che andrà tutto bene🙂

  13. massimolegnani scrive:

    mi hai raccontato lo Schiaffo in un modo nè retorico nè asciutto, semplicemente limpido, che scivola dentro dagli occhi.

    ml

    1. ninjalaspia scrive:

      Hai scritto “scivola” attraverso gli occhi…grande complimento, grazie. Un’esperienza priva di retorica, quella dello Schiaffo, dalle implicazioni e prospettive limpide, che lascia una cicatrice e di cui si sogna nei momenti di profonda stanchezza. Di positivo ha che da quel momento in poi non si teme più nulla; un “no” sembra un vago diniego superabile e un problema si riduce a un semplice agglomerato di 8 lettere e nulla ti spaventa più. Un gran vantaggio, direi😉
      Un abbraccio a te🙂

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