la pallina pelosa rotola e rotola allegramente

I più pericolosi dei nostri pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli è ingegno.

(Hugo Von Hofmannsthal, Il libro degli amici, 1922)


Ore 20, un giorno qualunque di un luglio in città.

Io, Silvia, tre ragazzi che lavorano nella pizzeria accanto a casa, una ragazza che non conosco e Beba il cane. In sette, sul marciapiede, a giocare a calcio con la pallina da tennis.

Tiri brevi perché il vero divertimento è vedere come Beba si destreggia nel rincorrere la pallina passandola prima all’uno poi all’altro. Ammetto un intimo orgoglio nel mostrare le doti atletiche di Beba; più volte mi son detta che deve esser la reincarnazione di un ragazzetto sportivo perché se la cava in tutte le discipline. Calcio, frisbee, nuoto, pesca in apnea di stelle marine, trekking, sci sui sacchetti della spazzatura i suoi preferiti.

Ma non è di questo che voglio raccontare.

Torniamo al marciapiede e a noi sette che giochiamo con la pallina gialla. Ridiamo mentre il cane salta e gira fra i piedi dell’uno e dell’altra. La pallina pelosa, fosforescente nel suo esser nuova, rotola e rotola allegramente fin tanto che Beba la passa a me. Un bel calcio convinto e la fosforescente compie una perfetta ellisse verso il centro della carreggiata.

Un secondo, neanche un attimo in realtà, e le risate si trasformano in un corale NO urlato di stomaco. Contemporaneità di azioni che sembrano svolgersi in momenti eterni: Beba rincorre la palla, io immobile le urlo il FERMA, uno dei ragazzi si proietta in mezzo alla strada a braccia aperte per bloccare le auto, la pallina cade proprio vicino a lui e rimbalza sul cofano di una vettura in frenata, gli altri urlano il prolungato NO di stomaco, Beba si blocca sul ciglio del marciapiede e io la raggiungo abbracciandola.

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Silenzio.

Il ragazzo torna sul marciapiede con la pallina, le auto riprendono a procedere verso mete altre da noi, Silvia e gli altri immobili, con il volto sbiancato e lo sguardo incredulo, io che accarezzo Beba per rassicurarla. Beba scodinzola e mi annusa il volto.

Non ci diciamo nulla, tutti e sei sospiriamo guardandoci seri l’un l’altro.

« Grazie, Ishak, hai preso la decisione migliore e, soprattutto, sei intervenuto con prontezza. A momenti ti investono, amico mio. Sono stata imprudente, scusa. » gli dico.

« Dovevo fermare le auto, non guardare il cane. » risponde con un sorriso quasi infantile e lo sguardo dolce e orgoglioso.

Ishak che mi ha chiesto di non fargli la foto perché deve andare dal barbiere. Non ha torto!

Beba va a trovare Ishak, Bishoy e Tomasz  ogni volta che usciamo. Ishak e Bishoy sono egiziani e molto più giovani di quanto sembri; il primo è il proprietario della piccola pizzeria d’asporto sotto casa, il secondo il pizzaiolo e Tomasz, polacco, è l’addetto alle consegne. Sono bravi lavoratori, mettono passione in ciò che fanno e sono sempre più che gentili con tutti.

Grazie a Beba e all’affetto che Tomasz ha verso i cani, questo inverno li ho avvicinati sempre più nonostante non sia loro cliente. A dir il vero è Tomasz che mi ha avvicinata. È un ragazzo preparato e intelligente, gentilissimo e sensibile, proiettato verso il futuro con idee semplici e, secondo me, vincenti in un periodo economico così difficile. Sua moglie è un’infermiera, me l’ha presentata, e non vuole andarsene dall’Italia nonostante in Polonia tutto sia più semplice.

Bishyo, Beba e Tomasz
Bishoy, Beba e Tomasz. I tre amigos.

Ishak è onesto, tiene molto alla sua piccola pizzeria, alla qualità degli ingredienti e alla celerità del servizio, parla un italiano stentato ma ciò non gli impedisce di chiacchierare con tutti. Non riesce a trovare casa a Milano perché mi dice che gli egiziani non si comportano bene con gli italiani quindi sono tutti prevenuti; vorrebbe sposarsi con la ragazza, che mi ha presentato a sua volta, e vorrebbero avere subito un figlio.

Bishoy, appena ventenne, è molto timido e lavora tutto il giorno fra il forno e la cucina su retro. Ha il sorriso di chi crede nella meritocrazia e questa lui merita. Beba lo adora.

Due culture tanto lontane, quella egiziana e quella polacca, ed è buffo assistere ai loro dialoghi in italiano. Li ascolto e sorrido degli errori di lessico, a volte mi chiedono di correggerli e lo faccio.

Questo inverno, quando non riuscivo a camminare per più di 100 metri a causa della terapia oncologica, mi hanno aiutata con piccoli e importantissimi gesti offerti quasi per caso. O così mi han fatto credere.

Con la scusa dell’apertura pomeridiana mi hanno chiesto se potevano stare con Beba ma in realtà so che era un pretesto per risparmiarmi il giro pre-serale. Un paio di volte ho chiesto se potevano curare Beba nelle lunghe ore di mia assenza per gli esami e i controlli in ospedale. Non si sono tirati indietro. Mai.

Un paio di anni fa il rione non era contento che gli egiziani aprissero una pizzeria con kebab. Devo dire che anche io non ero proprio contentissima. Oggi Ishak, Bishoy e Tomasz sono apprezzati da tutti. Non di rado di fronte alla pizzeria si formano gruppetti di persone varie, signore, ragazzi, bambini, ragazze, studenti, professionisti, impiegati, professori universitari provenienti da tutta Italia e anche da Paesi lontani come Stati Uniti, Giappone, o vicini come la Germania e così via. Tutti amanti della pizza, del kebab e dei cani. Tutti desiderosi di parlare di altro, che non sia di lavoro e delle solite maschere, e di sorridere di un momento di semplicità.

I più pericolosi dei nostri pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli è ingegno.

Nulla di più vero.

14 Comments Add yours

  1. aboer65 scrive:

    Che bella storia, semplice, vera, parla di fratellanza e amicizia, lavoro e passione! Oltre le nazioni, le lingue, le etnie e le fedi. L’uomo è sempre uomo, è facile ritrovarsi negli altri se mettiamo da parte pregiudizi, egoismo, invidia e avidità.
    Ciao Ninja, grazie di averci parlato dei tuoi amici

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella!🙂
      Mettere da parte i pregiudizi per conoscere se stessi.
      Una storia semplice e credo significativa perchè priva di clamore, quindi genuina. Lieta tu l’abbia apprezzata.
      Ti abbraccio e buona giornata a te😉

  2. CrazyAlice scrive:

    Che belli amica cara questi scorci di vita vera! Sono felice che tu e il tuo cagnolone abbiate degli amici così speciali! A quando la partenza? e tu come ti senti?
    Un abbraccio grandissimo!

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno Crazy. Vita vera, semplice e genuina. Uno scorcio per conoscere un po’ più noi stessi al di là dei pregiudizi.
      Sto bene, piano piano mi riprendo fisicamente e ora anche psicologicamente. Partirò Martedì 8 e non vedo l’ora.😉
      Raccontami di te…

      1. CrazyAlice scrive:

        Lavoro e lavoro… Tra malattie dei colleghi e aperture serali ancora non tiro il fiato… Ma dalla prossima settimana dovrei tornare ai ritmi normali… Son contenta per te che si avvicini il momento dell’evasione, ti penserò nella tua oasi di rigenerazione! Un grande abbraccio!!!

        1. ninjalaspia scrive:

          Piano piano i “tunnel” terminano, mai dimenticare questa semplice regola😉
          Ci racconteremo questa estate man mano che si procede. A presto, amica mia. Ti penso😉

  3. vittoriot75ge scrive:

    Buongiorno, il bene e il male non hanno nazionalità.

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno a te, Vittorio.
      L’Uomo al di là delle culture, degli usi e dei costumi. Conoscere se stessi superando i pregiudizi😉

  4. Buongiorno!!!
    Che bella storia!!! Non è fantastico quando si scopre che i propri pregiudizi erano infondati, e si cambia idea?🙂
    Un soffio!!

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giorno a te!😀
      E’ fantastico, sì, perché superando un pregiudizio si supera un proprio limite concedendo al cuore e alla mente di aprirsi. Sembra scontato e retorico ma non lo è. Un grande abbraccio a te e tanto, tanto kiss😉

  5. Silvia scrive:

    Le persone persone per bene, o i delinquenti ci sono ovunque, come del resto tra noi italiani, non si deve mai generalizzare. Buon fine settimana🙂

    Date: Thu, 3 Jul 2014 20:57:26 +0000 To: silvia-1959@live.it

    1. ninjalaspia scrive:

      Buon giornoSilvia.
      Vero. La generalizzazione è cugina del pregiudizio e a volte rende miopi.
      Ti abbraccio forte, stella mia, e un buon fine settimana a te, tanto e tanto piciùk😉

  6. afinebinario scrive:

    Uno spunto di riflessione interessante verso il pregiudizio che viene emesso in assenza di dati prima ancora che sia avvenuta la conoscenza.
    Questi tre ragazzi con i loro comportamenti hanno dimostrato quanto sia infondato e ingiusto etichettare le persone attraverso un giudizio deformato.
    Un bel post decisamente 🙂
    Un abbraccio e buona partenza allora -)
    Affy

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Alfy! Grazie, mi fa piacere abbia apprezzato.
      Credo che sia semplice, per molti di noi, giudicare senza conoscere o senza aver almeno osservato l’oggetto dei nostro pregiudizio. Sarebbe ipocrita negare che tutti si giudica e credo che il pregiudizio sia in realtà una difesa dal “diverso da noi”. Dissipare i pregiudizi è indice di ingegno e di apertura al mondo superando i limiti che ci imponiamo. L’argomento sembra scontato ma non lo è.
      Partirò fra qualche giorno ma non smetterò di scrivere, magari un po’ più di rado ma sarò sempre on line a curiosare qua e là.
      Un grande abbraccio a te e buona partenza se e quando partirai. Racconta di te presto. Kiss😉

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