boo!

Da una riflessione con l’arguta, simpaticissima e saggia amica di matita Deborah Donato a proposito di fantasmi-hobbit e insonnia.

Ne approfitto per ringraziarla per le intelligenti risate che dona con i suoi post e per aver dato il La alle righe che seguono e su cui rifletto da un po’ di tempo.

sallyfilosofitv


Si ritrovò in sé e il vuoto nel petto.

Rimase lì, avvolto nel tepore delle lenzuola con la memoria digiuna di pensieri. Nessun sogno a turbarlo, nessun disagio del corpo, nessuna inquietudine. Rimase lì e, oramai inesorabilmente in sé, sbuffò.

Sveglio. Le membra ancora dimenticate, silenzio ovunque e, attraverso le palpebre, quel lucore a fargli intendere il crepuscolo.

Sveglio. Ma incredulo.

Aprì l’occhio destro, quello meno miope, per rintracciare i segni rivelatori della veglia e la luce incolore nella stanza confermò l’anormale brevità del suo sonno.

La chiamano insonnia e va di moda attribuirla a stati di depressione. Baggianate. Per lui si trattava solo di una passeggera insofferenza a risolvere menate varie, contingenze che fan parte della vita e poi non si reputava uomo attento alle mode. A parte l’uso delle più sofisticate lenti a contatto reperibili sul mercato.

Ora era decisamente sveglio. Percepì il peso del corpo e si girò sul fianco convinto di prender sonno.

Nulla.

Ed è in quel nulla che comparve il primo fantasma a bisbigliargli nelle tempie. Un maledetto hobbit correva qua e là per la testa e, con i suoi enormi piedi a calpestare l’inerzia della mente, canticchiava un ritornello inquietante. Non lo tollerava, quel fantasma. Canticchiava di tutte quelle costrizioni a cui avrebbe dovuto dedicare la giornata. Un vero spreco di vita. Ed ecco il secondo fantasma a riproporre quel senso di amaro nel cuore quando ci si ritrova esuli per un abbandono d’amore. Amore, ma che amore! Lo aveva lasciato e lui non poteva immaginarsi senza di lei. Erano oramai quattro anni che aveva deportato il suo cuore lontano da sé privandolo della capacità di amare. E poi il terzo fantasma, la preoccupazione per la salute di sua sorella. Non tollerava l’impotenza di fronte a un’ingiustizia del genere.

Si girò nel letto, oramai ostaggio dell’insana veglia.

Hobbit.

Sono solo fantasmi-hobbit e hanno le gambe corte. Il modo per abbreviare i loro passi e attutire il rumore dei malsani ritornelli c’era. Lo scoprì tempo addietro quando, trovandosi insonne a subire come ora, istintivamente prese il tablet in cui custodiva tutte le sue passioni. Libri, scritti, immagini, musica, audiolibri.

Ed ecco la magia. Usò sempre l’occhio destro per sostenere l’aggressività della luce esangue del piccolo schermo e optò per un classico di cui era arrivato a circa un terzo.

Quella voce, quelle voci, quella musica, quei rumori d’ambiente. Solo loro a comporre il concerto della lettura. La trama, l’interpretazione e la sua mente sempre più abbandonata.

Il tepore delle lenzuola, gli arti prima pesanti poi dimenticati, le immagini del racconto a sostituire il lucore dell’alba e lui tornato bimbo a giocare con il mangiadischi ad ascoltar le fiabe.

Percepì la breve guerriglia dei fantasmi-hobbit ma se ne andarono quasi subito e lui si riaddormentò.

boo

 

 

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. tramedipensieri ha detto:

    “Usò sempre l’occhio destro per sostenere l’aggressività della luce esangue del piccolo schermo”…
    mica lo sapevo questo …!
    ..e l’occhio sinistro non ce la fa?

    Brva Ninja!

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    1. ninjalaspia ha detto:

      😀 😀 Ti adoro!
      è che l’occhio sinistro era rimasto sigillato e inchiodato al cuscino. Proprio non ne voleva sapere! 😉
      Kiss 😀

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      1. tramedipensieri ha detto:

        ahah ahh ahhah hahha eppure è un classico! Accipicchia non c’ero arrivata 😦

        mitica Ninja!

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        1. ninjalaspia ha detto:

          😀 😀 😀

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  2. deborahdonato ha detto:

    L’ha ribloggato su orlando furiosoe ha commentato:
    Quando Proust e Frodo erano innamorati.
    Ecco la vincitrice morale – o se preferisce immorale- dell’Oscar Insonnia. Penso che la qualità di un amico debba essere quella di dare corpo alle tue fesserie, pur sapendo benissimo che sono fesserie. Ecco che Lady Ninja invece che lasciar cadere la mia idiozia – una delle tante, fra l’altro – sui fantasmi hobbit, ci ha creato un racconto. Alla faccia di Ollendorff ( che poi ho deciso sarà il mantra degli scrittori sfigati) .

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