Noi, quelli incoerenti

Seconda settimana di degenza a casa di mia madre. Sono ore sospese, le percepisco come di passaggio a un’altra fase del percorso imposto dall’Alieno. Per un verso mi sento alleggerita e per un altro ancora in pieno marasma.

In questi ultimi giorni in cui le fitte e lo stordimento del post-operatorio si sono leniti annullando quell’eterno presente in cui il dolore proietta la mente ottenebrandola e rendendola avulsa dall’alternanza di luce e notte, posso fare qualche riflessione più approfondita.

E ripenso agli amici nuovi e a quelli di un tempo, alla gioia nel sentire empatia e condivisione con alcuni, all’incoerenza di certi e alla freddezza di altri. Penso alle prospettive e agli obiettivi che devo pormi giacché tutto è cambiato. Mi sarà imposta una svolta quando la fase di “cronicizzazione” delle mie due patologie sarà iniziata, cioè a fine giugno.

Ho ripetuto più volte che per me il cancro fa parte della vita, lo sforzo sta nell’accettare il grado di agonia che si vuole affrontare per mantenere una determinata qualità di vita. Non temo la morte ma l’agonia e il non sentirmi padrona di me stessa sì.

è un discorso molto difficile da fare soprattutto perché la nostra cultura considera inopportuno ragionare apertamente sugli aspetti essenziali del nostro esser qui e ora. Sembra sia un tabù parlare di cambiamento anche in senso lato soprattutto quando ne si analizzano le implicazioni più profonde.

Accenno a ciò perché non ho mai provato pudore, in tempi anche non sospetti, nell’affrontare tematiche considerate spinose; tali riflessioni le ho sempre ritenute essenziali per trovare lo stile di vita più idoneo alla mia natura. Ho quindi maturato scelte e ho preso decisioni considerate da alcuni ai limiti o poco accette e di cui sono sempre e comunque pienamente convinta. Oggi posso affermare che, anche grazie a tali riflessioni, ho ottenuto una particolare sensibilità per il valore del tempo il cui senso e la cui funzione è quella di renderci persone di esperienza quindi libere e coerenti.

La riflessione che sto facendo in queste ore riguarda alcuni amici di vecchia data che, in questi ultimi otto mesi, hanno adottato un atteggiamento incoerente nonostante l’età e il grado d’intimità avuto.

Capita che coloro che al momento dello schiaffo e dell’intervento di mastectomia si sono letteralmente proiettati su di me con una presenza quotidiana attraverso telefonate e visite, nei mesi successivi si siano eclissati con vaghe e sporadiche telefonate il cui spirito è più di obbligo che di condivisione. In questi ultimi giorni, inoltre, non hanno nemmeno risposto a miei timidi accenni adducendo una vaga scusa, non richiesta peraltro, poiché raffreddati o indaffarati. Preferirei la determinazione, l’onestà e il coraggio dell’assenza senza parole.

Premetto che fra i miei maggiori difetti posso contemplare quello di non aver mai richiesto ad alcuno, amica, amico, marito o amante di comportarsi in modo differente dalla propria indole o propensione e ho richiesto la medesima condotta nei miei riguardi. Intuisco quindi nell’immediato se un atteggiamento è di circostanza o se è vagamente forzato.

Come detto, nei mesi ho visto queste persone calarsi sempre più in un atteggiamento di circostanza, appunto, il cui scopo è, ritengo, quello di assecondare un certo imbarazzo per aver provato un senso di sopraffazione quindi un desiderio di fuga dall’esperienza che sto vivendo. Trovo questi ultimi sentimenti leciti e molto umani.

Sia chiaro che sto motivando ma non giustificando tale atteggiamento e che ne sto scrivendo cercando di non dare voce alla mia piccola e meschina umanità.
Razionalmente sento tutte le ragioni nel non desiderare di considerare il panorama limitato in cui un ammalato cronico si trova ad vivere; comprendo il non voler cedere il proprio tempo alle dilatazioni temporali, anche di anni, che le terapie impongono agli ammalati oncologici. Parliamo di lustri, non di settimane, in cui tutto può accadere senza alcun preavviso.

Non sono più la persona di otto mesi fa, ho cercato di spiegarlo a queste persone immaginando avessero il desiderio e la volontà di aiutarmi nel lungo percorso di cambiamento imposto dalle due patologie diagnosticate ma così non è stato e non sarà. Perseverano nel mentire a loro stessi recitando un copione dalle battute brevi e scontate, rendendosi quindi ridicoli. Non so come dir loro che preferirei che, con molta umanità, mi dicessero che non ce la fanno, che si sentono sopraffatti. Io lo feci, tanti anni fa, con un’amica a cui diagnosticarono il cancro ai polmoni e al cervello e che oggi non c’è più, Sabrina. Da quella telefonata nacque forse il rapporto più profondo e genuino che abbia avuto fino a otto mesi fa accompagnandola in un percorso durato tre anni di speranze tradite e di sentimenti urlati fra lacrime e risate. Ma questa è un’altra storia la cui profondità e la cui bellezza danno rilievo a ciò che sto scrivendo a riguardo di questi amici oggi tanto incoerenti.

è molto difficile trasmettere la complessità della dimensione in cui il malato cronico si trova, i molteplici stati d’animo, la difficoltà nell’accettare i cambiamenti non solo di stile di vita ma anche del fisico e dei sensi, le riflessioni e le risoluzioni a cui si arriva dolorosamente e con un enorme sforzo di raziocinio per non perdere l’orizzonte. è arduo trasmettere anche il mutare delle aspettative e quanto il senso del futuro si riduca accorciandosi poiché il valore del tempo ha mutato forma e significati.

Mi telefonano chiedendo aggiornamenti e, mentre accenno a una vaga e asettica cronologia medico-chirurgica, spinta più che altro da un senso di buona educazione, penso sia un peccato non abbiano specchi in casa a riverberare le ombre nette della loro immagine riflessa.

47 Comments Add yours

  1. Silvia scrive:

    Cara la mi Ninja….che devo dirti? Non capisco e non capirò mai certi atteggiamenti, soprattutto al giorno d’oggi quando penso, e non credi sbagliare, non c’è persona che non abbia una persona cara, un amico o un parente colpito dall’alieno (come lo chiami tu)…..è un dato di fatto, c’è, è una realtà che senso ha avere imbarazzo, o addirittura vergognarsene come fa qualcuno….. Non capisco e non lo capirò mai, non si può fare come gli struzzi e far finta che la cosa non esista, mi sembra puerile e stupido. Detto questo, in modo diretto senza girarci intorno ti dico, correndo anche il rischio di sembrare cattiva, che certa gente (e non li chiamo amici, perché quelli si vedono proprio in questi casi) è meglio perderla che trovarla!!!!
    Scusami ma queste cose mi fanno davvero imbestialire……
    un abbraccione di cuore!🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Silvia. Hai ragione in linea di massima. Il dispiacere passa comunque attraverso un certo grado di comprensione dei motivi che porta le persone anche vicine ad allontanarsi. Hanno paura perchè tu sei e rappresenti la precarietá della vita e paventano il momento in cui dovranno loro venire a patti con un momento di forzato cambiamento. Sono dispiaciuta, sì, ma non avvilita. Mi dispiace per loro perché quando io mi son sentita ai tempi sopraffatta in realtá ammettere questo limite mi ha aperto forse all’esperienza umana più genuina e libera che abbia mai avuto.
      Un grande kiss a te, Silvia😉

  2. vale12settembre2013 scrive:

    E’ brutto da dire, m purtroppo capita. Molti non sanno relazionarsi con il nostro male, e si allontanano o fanno finta di niente. IO credo che queste persone si lasceranno alle spalle, nel futuro. Non servono, a parere mio. Ti abbraccio

    1. ninjalaspia scrive:

      Vero, parliamo un altro idioma e abbiamo un’altra scala di valori. Credo sia per noi sufficiente godere dei nuovi amici lasciandoci alle spalle quelli di altre epoche con un velo di accettazione per le loro paure.
      Un grande bacio a te, Vale🙂

  3. wsa0 scrive:

    Dopo aver letto queste righe mando un abbraccio a te e alla tua mamma.buona serata🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao! Grazie😀
      …la convivenza con mia madre inizia a esser un po’ stretta e abbiamo iniziate entrambe il conto alla rovescia per tornare ciascuna alle proprie abitudini😉
      Un grande, grandissimo bacio a te🙂

  4. Purtroppo è così, quando compare l’alieno, molti “amici” si dileguano, hanno troppo da fare. Ci credi che è successo anche a me, perché l’alieno è diventato amico stretto di una mia familiare? Sinceramente non ho neanche capito il motivo… Avevano paura che chiedessi aiuto a loro? Non lo farei mai!!! E neanche sono una persona capace di esternare quello che ha dentro, quindi non possono avere paura che mi confidi e diventi lamentosa! Purtroppo gran parte delle persone sono così, scappano dal dolore e dalla malattia per paura di affrontarli, anche di riflesso a chi lo sta facendo.
    Io spero con tutto il cuore che tu sia molto più fortunata della mia familiare, e che possa tornare a fare presto una vita normale!! Anche se, egoisticamente, anch’io sono contenta… Sono passati 3 anni, e lei è ancora qui vicino a me.😉
    Ti mando un soffio forte forte!!

    1. ninjalaspia scrive:

      😀 grazie per il “soffio forte forte”, ne sento tutta l’energia.
      Stimo molto di più chi si allontana palesemente, costoro prendono una posizione precisa e per me va bene. La riflessione è su chi ha vissuto la fase iniziale (quella in cui in genere nei film ti fanno tanto piangere) con una intensità partecipativa assoluta per poi dileguarsi quando la scena è diventata più noiosa e meno drammatica…apparentemente. Ecco cosa mi ha urtata, l’incoerenza.
      Un grande bacio a te😉

      1. Mi sono spiegata male, ma anch’io mi riferivo a loro.😉
        Rinnovo il soffione!!

        1. ninjalaspia scrive:

          …o forse ho letto male io! Non escludo, amica mia! Un soffione di allegria e risate e leggerezza per te ;-D

  5. tachimio scrive:

    Carissima ragazza io non so da dove ti venga tutto questo coraggio. Sei semplicemente straordinaria. Nella vita è spesso come tu dici ,anche al di là del fatto di vivere una situazione come la tua. E’ purtroppo non poco comune essere prima tanto amici e poi più nulla. Nel momento in cui si avrebbe più bisogno di un momento di conforto regalato con gratuità, ecco che si affaccia dentro qualcuno quel cambiamento di rotta stupido e insensato. Bada che sono molteplici le situazioni in cui ciò avviene. E’ gente di poco cervello mia cara. Sei tu, ricordalo sempre, che li superi,che dai loro, anche scrivendo questo pezzo, la dimostrazione della tua superiorità, della tua intelligenza, della tua forza. Penso che tua madre , pur nella sofferenza che la tua malattia genera di riflesso anche in lei, sarà ben fiera di averti come figlia. Al diavolo gli altri, continua così. Sei tu che hai già vinto, in tutti i sensi.. un bacio. Isabella

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Isabella.
      Grazie per le splendide parole; in esse c’è una forza e una saggezza rare. Hai ragione, nella vita molte sono le situazioni in cui i rapporti anche più navigati subiscono un arresto. Fa parte della vita e delle sue trame. Oggi più che mai mi rendo conto che qualunque situazione, anche la più difficile, tanto leva e tanto dà. Nel mio caso devo ringraziare questa esperienza per le tante meravigliose persone che mi sta facendo conoscere. Persone nuove e con cui ho affinità che vanno oltre la conta del tempo. Per ciò mi sento contenta, vivo il tutto come un passaggio, un inizio. Sono orgogliosa di aver conosciuto persone come te. Per ora un grande piciùk speciale a te😉

      1. tachimio scrive:

        Sono io che sono orgogliosa e felice di averti conosciuta La tua forza e il tuo coraggio sono un esempio per tutti. Un grosso bacio. Isabella

  6. tramedipensieri scrive:

    Un sorriso e…un leggerissimo abbraccio
    ciao
    .marta

    1. ninjalaspia scrive:

      😉 grazie, Marta, insisto con tanti piciùk a te😉😀

  7. evergreen scrive:

    un abbraccio infinito.

    1. ninjalaspia scrive:

      😀 Ma ciao! Grazie è grazie e grazie! Un piciùk a te🙂😉

  8. unododici scrive:

    Si potrebbero spendere tutte le parole del mondo senza concludere niente. Ma un abbraccio anche virtuale qualcosa deve lasciare.🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao! Grazie, si accettano abbracci virtuali e reali o forse più reali di quanto s’immagini siano virtuali o semplicemente virtualmente reali…😉😀

        1. ninjalaspia scrive:

          😀 grazie, Unododici, sul serio🙂

  9. CrazyAlice scrive:

    La mia cara Ninja!!! Prima le comunicazioni di servizio…E’ domani che ti levano i fili delle lucine dall’alberello, vero? mi fai sapere come va la tua ennesima visita?
    Solo felice di sentirti tornare alle tue profondissime riflessioni, mi sembra un ottimo inizio per un nuovo passo nel tuo cammino…
    Quello che dici sulla vicinanza o meno delle persone, sulla falsa amicizia che al primo ostacolo si ritrae è dolorosamente vero…ma l’amicizia, l’empatia, la reale condivisione dei sentimenti è una merce ancora più rara dell’amore, e per questo forse ancora più preziosa…
    Una persona che ti vuole bene, vuole il tuo bene, e capisce, senza parole quello che non viene detto, chiesto, elemosinato, ma lo offre…chi antepone scuse non ha mai capito, e non capisce…e purtroppo non c’è niente da fare… Rimane il rammarico di aver proiettato su di loro l’immagine che tu volevi vedere di loro, ma che non era la loro…
    Ti mando il mio abbraccio più forte, ma mollo subito appena dici ahi!🙂
    Un grosso bacio stella luminosa!!!

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Crazy! Sto lentamente tornando, è vero. Domani ennesimo controllo e non mi faccio alcuna aspettativa circa il deporre negli scatoloni i vari addobbi natalizi; meglio non mi sottoponga a ulteriori battutacce con il chirurgo.
      Hai colto una sfumatura del post che, riflettendo, sembra esser un motivo ricorrente di delusione. Esser indotti ad aver aspettative, immaginare che qualcuno sia ciò che non è o, forse, lo è ma solo temporaneamente o parzialmente. L’esperienza e il tempo insegnano e fin tanto che perseveri in certi atteggiamenti loro non smetteranno di ricordarti la lezione.
      Fammi sapere di te, dolce amica. Un bacio a te con tutto il cuore😉

  10. milanoartexpo scrive:

    Io ho guardato la morte negli occhi per ragioni molto minori. Mi sono sentito annullato e ho assistito alla scomparsa del “popolo dei vigliacchi” … che – come ovvio – poi, dopo, alla fine, sono tornati con sorrisi e improbabili “ma io sono sempre stato con te, ti ho pensato sempre, non ho mai pensato che …”.
    Ma questa non è poi la cosa che volevo dirti, cara Nin.
    La cosa è che il tuo racconto (i tuoi racconti, il tuo modo) penetra in profondità e lascia il sapore in bocca di grande scrittura. Io credo che tu abbia già pubblicato un libro, o che tu scriva di professione. Perché torno qui con la stessa voglia di leggere che mi prendeva ai tempi dei grandi romanzi, quando avevo quindici / sedici anni ed ero al mare con i miei: quando terminavano le ore dedicate agli scogli appuntiti delle Eolie e potevo, finalmente, tornare in terrazza a leggere, all’ombra delle cannette.
    Così torno, in questo blog, al beep (il beep è il “mi piace” wordpressiano che giunge a qualche articolo di MAExpo) che mi lascia gradevolissimamente intuire che hai pubblicato.

    Il dolore (credimi, non solo quello “fisico”) insistente proietta la mente in un eterno presente. Come è vero! E come il tempo cambia forma… Cambia anche il senso delle distanze. Quando i millimetri diventano chilometri …

    Ma vorrei ridere, con te, non piangere. E che bello, emozionante, sarebbe darti un volto e un suono della voce.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Easy! Il tuo commento mi ha emozionata per tanti motivi fra cui il leggere che comprendi questa strana e non gradevole sensazione di lontananza di sensibilitá il più delle volte ancor più stridente poichè vicina in millimetri.
      Il sapere che l’incastro delle mie parole ti riporta a bei ricordi di giovanili fascinazioni mi lusinga. Sul serio, Easy, non ho mai ricevuto complimento più commosso quindi raro e apprezzato. Ho sempre scritto per me stessa stendendo brevi pagine di cosiddette “fotografie in parole” per fissare su taccuini logori sensazioni e per forzare la memoria a non smarrire ricordi. Ho usato le parole per mostrar al mondo le meraviglie di aziende e grandi manifestazioni, mestiere che oggi non faccio più. E ora il blog, un diario confuso come la vita. Scrivo ma non sono scrittore. In passato amici mi hanno consigliato di provare a pubblicare ma ritengo sia forse l’arte più difficile in cui non puoi improvvisarti. Sto comunque cambiando pelle e magari, un giorno, forse, proverò a vestire i panni di scrittore.
      Grazie per aver condiviso la tua sensibilità, il regalo migliore che ci sia, pura vicinanza. Appena in possesso del mio pc ti invierò un paio di minuti di lettura delle parole di un vero scrittore.
      Un piciùk a te, prezioso amico😉

  11. liù scrive:

    Anche nel mio paese parlare dell’Alieno o come lo chiamo io del
    “Grande Bastardo” sembra sia off-limit,manco fosse una malattia infettiva.
    Quando dicevo senza peli sulla limgua che mio padre era morto per cancro ai polmoni ,mi guardavano come se stessi dicendo qualcosa che non si doveva dire.
    Ma io sono sempre andata dritta per la mia strada ,non mi interessa il giudizio di gente che è malata nel cervello!
    Ti ho portato un regalo:
    Nel mio blog c’è posta per te
    https://strangethelost.wordpress.com/2014/05/21/lovely-book-award-2014-by-liu/

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie, Liù. Inatteso regalo😉
      L’argomento cancro credo sia un tabù per la semplice ragione che fa paura e chi ne parla senza veli sembra lasciare tutti senza parole, a parte chi ne ha avuto esperienza più o meno direttamente.
      Grazie per esserci, Liù, sei preziosa😉

  12. arielisolabella scrive:

    Già non mi stupisco .sai cara non ho mai contato sulla comprensione degl altri.la malattia ti rende sola. Non c’è niente da fare il resto e’ filosofia.lo scrivo mestamente.non importa la vita e’ bella lo stesso.bentornata .ti ho tenuto la focaccia ed il cioccolato🙂

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Stella!🙂
      la cosa che più mi ha stupita è stato l’iniziale “accanimento” che poi è svanito. Hai ragione, la malattia rende ulteriormente soli di fronte alle incongruenze altrui.
      Grazie per la focaccia e il cioccolato, arrivo presto a papparmeli tutti😉
      Ora posso abbracciarti quasi forte, mi hanno levato i drenaggi😉 Kiss

      1. arielisolabella scrive:

        Dai sarai uno splendore ed io rosico!😀

        1. ninjalaspia scrive:

          …diciamo che sono buffa nel non saper gestire cotanta roba. Non parlerei proprio di “splendore” ma di tonsille sì ;-D

          1. arielisolabella scrive:

            Ahhhh ecco…ed io che posso al massimo aspirare a ridurre la pancia….uffa!🙂

            1. ninjalaspia scrive:

              😀😀😀 …non ti credo!😉

  13. Topper scrive:

    Quelle persone non so se criticarle ma non le giustifico. Forse non sono semplicemente in grado di rapportarsi con una realtà che non sia piena di cose finte e sempre perfette. Col tempo troveranno comunque il proprio posto e – azzardo – spero non sia vicino a te.

    1. ninjalaspia scrive:

      Condivido, credo si tratti solo di incapacità, non di volontà. Si tratta di un comportamento di più (non molte per fortuna) persone amici di vecchia data che credo non vogliano accettare che non sono più la persona di una volta o, meglio, che non posso più permettermi di esser agile come un tempo. Se ci metti che esteticamente non sono cambiata se non in qualche mascherato capello bianco, una nuova silhouette e un paio di chili in più, credo sia per loro difficile credere alle mie spaventevoli difficoltà. Forse dovrei sbavare un po’ il trucco…😉

      1. Topper scrive:

        Non so che vuol dire “sbavare il trucco” ma mi fido!

        1. ninjalaspia scrive:

          Dimmi che non hai mai fatto piangere una fanciulla!?!
          e dimmi che non hai mai visto le sue lacrime disfare il trucco facendo del contorno occhi un impasto da renderla più somigliante a un panda che a un fiorellino in primavera!?!
          Hai presente quelle belle occhiaie nere dei malaticci? Ecco, le si possono creare facendo “sbavare il trucco”😉

          1. Topper scrive:

            Sono le fanciulle che hanno fatto piangere me facendomi l’occhio nero con un pugno!

            1. ninjalaspia scrive:

              😃😀😄👀
              Ti consiglieró qualche correttore 😉

  14. lilasmile scrive:

    Cara Ninja il discorso che fai tu non è facile. Non mi sono mai trovata in questa situazione o meglio mi ci sono trovata in modo indiretta con un’amica di mia sorella. E’ difficile essere presenti in certi momenti, si deve saper sfiorare le corde giuste della persona che soffre. Io in questo caso posso solo abbracciarti forte e lasciarti un sorriso, è quello che ora riesco a fare.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella!
      E’ appunto di ciò che sto parlando, basta molto poco per esser e sentirsi vicini. Uno sguardo, un sorriso, un caffè chiacchierando di nulla e di tutto. E ciò non solo con chi sta vivendo un’esperienza difficile ma con tutti coloro si reputano amici.
      Un grande abbraccio a te, ora posso😉

  15. Erre scrive:

    Volevo lasciarti un abbraccio, e un sorriso.

    Buona giornata

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Erre! Grazie!😀
      Mi prendo tutto l’abbraccio e mi godo il bel sorriso. Ora sì che posso ricambiare entrambi e con tanto tanto piacere.
      Buona giornata e buona settimana a te😉

      1. Erre scrive:

        Grazie e ricambio!🙂

  16. maramassaro scrive:

    Il dolore fa paura, si sa, la gente s’allontana e pochi sanno capire, l’empatia non è un dono per tutti, bisogna aver pazienza, la vita questo insegna

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Mara,
      hai ragione e bisogna accettare, è vero. L’incoerenza è difficile da ammettere e mi rendo conto che è molto più semplice notarla negli altri e non ammetterla in noi stessi.
      Ho speranze, però, so che piano piano diventiamo sempre più adulti😉
      Un grande abbraccio a te e buona giornata

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