l’atrio

Ci sono quelle affrettate e impazienti, quelle lunghe e cadenzate, quelle titubanti e incerte. Alcune sono senili, altre svelano un indomito vigore offuscato, forse, da un’ombra d’incertezza. Ci sono poi quelle brevi, saltellanti e cinguettanti dei bambini.

Falcate.

Scarpe con i tacchi, sneakers, stampelle, zoccoli, mocassini, stivali, ruote. Scarpe ovunque, di qualunque forgia, sembrano consapevoli nel loro incedere.

Le ruote di una sedia a rotelle e, lì, una persona. È misteriosa nel suo pallore, ha occhi glabri, il volto gonfio e le membra mollemente appoggiate a quell’enorme seggio. Una mascherina copre i lineamenti e un foulard poco vanitoso il capo. È una ragazza. Lo sguardo è concentrato su un orizzonte che sembra espandersi solo oltre l’ampio androne. È un attimo, le nostre iridi si sfiorano.

Falcate.

Gambe di collant, di pantaloni, di pelle svestita che osa la primavera. Alle gambe seguono trolley che imitano l’incedere affrettato o flemmatico di chi trascina il loro peso ancor più greve di pensieri e speranze. Falcate frettolose in uscita e falcate lente, lentissime, in entrata.

Un incedere garbato è accompagnato da una ventiquattr’ore in sintonia con il portamento elegante; scivoli con lo sguardo e la mascherina verde è lì, a contrastare l’accuratezza della giacca. Inattesa e sfacciata copertura, come marchio, tanto invadente da esser volgare.

Falcate e sguardi sicuri, risoluti, vigili, alcuni artificiosamente distratti. In me sguardi non perduti, ma appena ritrovati.

Lì ci si ritrova. È come se ci si conoscesse da sempre, non è necessario parlare. Si sa e ciò basta.

Falcate e buste, sacchetti in carta di cui intuisci il contenuto. Involucri la cui vivacità è idiosincrasia, incompatibile con il luogo e il ritmo delle andature.

Falcate, scarpe, zoccoli, rotelle.

Rotelle di un trolley che esce. È trainato da un ragazzo, avrà venticinque anni, sembra un giovane cerbiatto appena liberato.

5 Comments Add yours

  1. arielisolabella scrive:

    Mi hai fatto venire voglia di fare un post sull attesa.misteri della mente…

    1. ninjalaspia scrive:

      ma che bello! Mi fa piacere esser stata di ispirazione😀

      1. arielisolabella scrive:

        Lo sei naturalmente credo.e’ un dono che hanno alcuni.l ho già notato leggendo nel tuo blog…🙂 ciao

  2. cordialdo scrive:

    Cara e dolce amica. E’ l’umanità in cammino quella di cui tu parli nella quale c’è anche chi arranca ma noi siamo sicuri che non possiamo lasciarla indietro. Appartiene, sempre e comunque, alla nostra stessa “famiglia”!
    Un grande abbraccio. Osv.

    1. ninjalaspia scrive:

      è così, è esattamente così.
      🙂 Un abbraccio a te, Osv.

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