l’oncologo pingue e canuto

Nel secondo pomeriggio incontrerò l’oncologo e sono in dubbio se fare scena muta o se insegnargli qualcosa.

Credo che opterò per la prima, lo disistimo talmente che non desidero fare alcun sforzo se non per due parole: buonasera, …, buonasera.

A parte seguire una terapia che ho accettato solo per paura di recidiva e perché qualcuno mi ha detto che non devo esser egoista, questo ometto pingue e canuto mi ha messo di fronte alla pochezza del mio caso ai fini bibliografici.

Non sono oncologicamente valevole di esser seguita con attenzione quindi non solo mi ha obbligata a fare un esame inutile, un pro forma ad uso e consumo delle politiche dell’ospedale ma, nonostante abbia detto che mi avrebbe richiamata per discutere il percorso da fare, si è dimenticato di richiamarmi!

L’atteggiamento dell’ometto ha trasformato in cruda consapevolezza la sensazione di rappresentare la falla in un sistema fin troppo protocollato; sono un paziente talmente da manuale per cui devo pagare un’ulteriore moneta a causa della semplicità scientifica del mio caso: essere un’idiota e sorridere ringraziando il buana-oncologo che copre l’errore di valutazione di un’intera équipe.

Questo ometto pingue e canuto, che di professione ha scelto di fare l’avvelenatore e il portatore sano di malattie in seguito ai pasticci chimici da lui elargiti, dimentica che noi malati cronici dialoghiamo quotidianamente non solo con la morte bensì con la decadenza del corpo. La morte non è nulla di fronte all’ottuso strazio delle carni.

Noi malati siamo forti, abbiamo convinzioni profonde, quelle che nascono dalle battaglie con i Fantasmi dell’agonia.

L’ometto pingue e canuto non sa che significa vivere sotto la pelle l’avvilente trasformazione del corpo. Un corpo diverso di ora in ora, un corpo sempre più cadente e incapace di reagire, un corpo che non riconosci perché ti obbliga a non essere ciò che sei, a fare ciò che desideri e per cui sei nato, e ti ricorda costantemente la precarietà dell’esserci. Un corpo che porta le cicatrici delle amputazioni e che sopporta i dolorosi compromessi e gli imbarazzi delle protesi tutto il giorno, tutti i giorni, senza tregua. Per sempre. Un corpo che assume una sagoma sgradevole e reca malattie che sono paradossi poiché causate dalle terapie.

Oggi guarderò dritto negli occhi quell’ometto pingue e canuto; gli sorriderò, forse lo accarezzerò come una femmina ubbidiente e riconoscente accarezza il suo buana per dargli l’addio senza proferir parola.

31 Comments Add yours

  1. Giuliana scrive:

    Non so…mi verrebbe da dirti che qualcosa va espressa, ma capisco.
    Chessò…magari portagli i nostri saluti😉

    1. ninjalaspia scrive:

      😀😀
      grande! ottima idea, gli dirò che c’è una comunità di blogger che lo seguono …da lontano!😉😀

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie del consiglio, giuro che lo tengo presente.😉

  2. semprecarla scrive:

    Ti abbraccio, non riuscendo a scrivere mezza parola …. Carla

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Carla!
      Grazie sia per l’abbraccio sia per esser passata sia per aver comunque scritto “mezza parola”. Più che mezza, un vero discorso!😉

      1. semprecarla scrive:

        Non smetterò di seguirti …

  3. wsa0 scrive:

    Ciao Cara che dire dei medici che ricevono i pazienti nei ospedali pubblici con tanto di parcella.Sono triste perche un medico non deve mettere in primo piano il profitto anziché salvare le vite umane.Ti abbracciò e oggi mi hai fatto scendere le lacrime pensando a te.Sei una donna forte ,di animo bello.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ti sollevo dicendoti che è vero che vado privatamente da lui ma ad oggi non gli ho dato un centesimo!
      Forse oggi lo pagherò… è un’idea!😉
      Non commuoverti per me, sono una pellaccia dura e forse questa arrabbiatura è la terapia giusta per una zanzarina come me.
      Ti abbraccio e grazie per esserci🙂

  4. CrazyAlice scrive:

    Sei una grande donna…e invece l’oncologo pingue e canuto non solo probabilmente è un pessimo medico, ma soprattutto un misero uomo…
    Con le dovute differenze mi tornano in mente i commenti della gente quando io dico di essere celiaca…tutti mi dicono: ‘Beh, ma in fondo siete in tanti, e ora fanno anche un sacco di cose quasi uguali alle ‘nostre’!’ Ma cosa ne sanno loro di quel che vuol dire avere il pane sempre incartato nelle buste di plastica sigillate, dover rinunciare a quasi tutto quando si è fuori casa, o rischiare intere giornate a vomitare e ad essere consumate dalla dissenteria…
    Sono convinta che ogni malattia meriti rispetto e che non ci sia una priorità di male, più o meno…Il male logora la mente e l’anima oltre al corpo, e non ci sono valori scritti che ne valutino i danni…
    Ti abbraccio fortissimo e ti ammiro immensamente!

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Crazy,
      grazie per il commento. Hai ragione riguardo alle considerazioni sul rispetto per qualunque malattia.
      Non solo la superficialità di coloro che non vedono per ignoranza fa male ma anche e soprattutto l’indifferenza degli operatori, di coloro che han giurato di aver cura di te.
      Un grande abbraccio a te e che sia forte forte😉

  5. arielisolabella scrive:

    Già .mio padre d’un nefrologo in pensione .senza trapianto non guarisce mai nessuno.dialisi per tutta la vita.malattia cronica.lo ammiro non per la sua indubbia capacità professionale no.per la sua straordinaria umanità.ogni paziente era unico ed insostituibile.lo inseguono ancora oggi.ecco ciò che vorrei da un medico competenza e sentirmi speciale .non un protocollo un numero una diagnosi.si così.ma non siamo tutti in grado di percepire L altro come merita.la sofferenza L incognita .poveretto e’ un tapino insignificante.lascialo nel suo insulso mondo.

    1. ninjalaspia scrive:

      E’ quello che farò oggi ma prima vorrei sapere quando dovrò fare il prossimo controllo…😉
      Grazie per esserci :_)

      1. arielisolabella scrive:

        Sto in zona e poi sembri intelligente.una rarità .ciao

        1. ninjalaspia scrive:

          😀😀😀
          sì…ma non divulghiamo troppo che siamo intelligenti, potremmo correre dei rischi!😉
          A presto, allora. Un abbraccio🙂

  6. cordialdo scrive:

    Ho apprezzato moltissimo, tu lo sai, il tuo tono anche se ne comprendo la tua lacerazione. Un grande abbraccio.Ciao. Osv.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Amico mio!
      Grazie sul serio per saper leggere fra le righe.
      Ti abbraccio🙂

  7. ombreflessuose scrive:

    Un abbraccio forte virtuale, forse, non ti serve a nulla, ma te lo mando col cuore
    Mistral

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Mistral!
      Serve, serve, serve sempre.😉
      Sei un angelo, grazie🙂

  8. Fabio scrive:

    L’ometto pingue e canuto sembra essere più una buca che un aiuto sul tuo percorso, tappiamolo!
    Un abbraccione amica mia.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Fabio!
      cerrrrto che è solo una buca o, meglio, una passabile “scocciatura”.
      Ti abbraccio forte e kiss😀😉

  9. Sun scrive:

    D’istinto mi verrebbe da dirti “Mandalo a quel paese mentre te ne vai sbattendo la porta” ma invece ti dirò che forse e dico forse, comprendo le tue motivazioni e che fai bene. Al limite, mentre te ne vai, dì al pinguinetto che ci sono una marea di blogger con in mano una bambolina e degli spilli😀

    1. ninjalaspia scrive:

      😀 ;-D
      Ma sai che mi sa che glielo dico? Anzi, mi sa che gli porgerò i saluti di tutti gli amici blogger…e siamo un mondo di persone ben poco virtuali!😉
      Grazie, Sun, ti abbraccio🙂

      1. Sun scrive:

        Abbraccione :-*

  10. tramedipensieri scrive:

    …e quanti\e ce ne sono di questa tipologia😦 …
    …e quante\i altri riescono a tener testa?

    un caro saluto
    .marta

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Marta!
      Qualcuno che tiene testa c’è, ne scrivo nel prossimo post.😉
      Ti abbraccio e grazie per esserci🙂

  11. Topper scrive:

    Non mi esprimo sul pinguino canino, più che altro mi interessa sapere com’è andata. Intanto ti abbraccio.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ma ciao Topper!
      Bello “pinguino canino”, direi assolutamente calzante 😉
      E’ andata come il copione di una vecchia coppia oramai agli sgoccioli; oppure, hai presente quando i vecchietti in coppia da una vita, oramai sordi, si parlano l’uno sull’altra urlando?
      Lui “Dove sono i calzini?”
      Lei “Hai ragione, il tè è sullo scaffale della dispensa”
      Ecco!
      Lui diceva un cosa e io un’altra. Si è stizzito quando gli ho detto che ho deciso di sottopormi all’intervento a maggio così da poter fare la risonanza magnetica quando mi pare per controllare i noduli nella tetta buona. Invece di darmi un’opinione qualunque si è limitato a chiedermi il nome del chirurgo. Il resto non lo racconto perché sembra una farsa poco credibile e mi addolora. Perché sì, fa male non fidarsi quindi non affidarsi al medico che ti dovrà seguire per 5 anni.
      Fatto sta che sono a caccia di un buon oncologo per il carcinoma al seno e che lavori aell’Istituto dei Tumori di Milano. …ne gira uno dalle tue parti?
      Il prossimo ribaltamento di analisi lo avrò ad ottobre ma vorrei conferma da parte di un altro specialista.
      Grazie, Topper, per il tuo interesse. Lo apprezzo moltissimo🙂

  12. deborahdonato scrive:

    L’irruzione della vita, quella vera, nella scrittura squarcia il sipario. E si resta muti. Un abbraccio

    1. ninjalaspia scrive:

      Hey, grazie.
      Sul serio e di cuore😉

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