1962 Turks and Caicos

Ella. Mi ero impegnato a lungo per lei, solo per farla felice. Minuta, intelligente e vivace. Perfetta, la mia Ella.

Quando era felice il suo volto emanava una luce che mi faceva sentire in simonia con il mondo. Appagato. Quasi una droga impegnarmi per godere poi di quella luce. Il bello di Ella era l’allegria, il disordine, la spudoratezza nell’esser appassionata e nel saper trasmettere entusiasmo per tutto. Figuriamoci quando la portai con un pretesto a Turks, alla casa sulla spiaggia. Ella come uragano a ridere e ad abbracciarmi con foga di bimba di fronte alla nostra casa.

La nostra casa sulla spiaggia; quella su cui fantasticava da anni e che ora era lì, di fronte all’orizzonte dei nostri desideri.

Poi è arrivato l’uragano, quello vero, quello che ha scomposto l’orizzonte dei nostri desideri.

L’hanno chiamato Ella.

1962

2 Comments Add yours

    1. ninjalaspia scrive:

      Terre di uragani, da sempre!😉
      Della foto, a parte la drammaticità, mi hanno attratto le persone: lei fuori, in posizione protetta, lui a controllare i particolari dei danni di una casa non più definibile tale. Ho sentito le loro parole…

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