le trame dei fili (amarcòrd)

Cavalco l’onda dei post di .marta
http://tramedipensieri.wordpress.com/2014/03/14/volli-fortissimamente-volli/ 
e di osv. 
http://cordialdo.wordpress.com/2014/03/15/meraviglie-dellartigianato-sardo/
Approfitto per ringraziarli per avermi ispirata nel ricordo di sensazioni e momenti.

L’arte del ricamo e del pizzo è, si sa, antichissima e preziosa. Da non lasciar scivolare nell’oblio, non solo per il suo valore culturale bensì e anche per quello di veicolo o strumento del pensiero o del pensare.

Ricordo le elementari, in collegio, l’ora di cucito in cui ci insegnavano i lavoretti di rammendo e soprattutto il punto croce, i ricami delle nostre iniziali e i centrini all’uncinetto. Ci davano i voti.

Ricordo la cassapanca di mia nonna come prezioso scrigno di strati e stradi di corredi. Gli antichi corredi, quelli che servivano a creare le nuove famiglie, quelli conservati fra fogli di carta velina e palline bianche dall’odore pungente. E sempre lei, mia nonna, a mettermi in mano un uncinetto dicendomi “ti servirà”.

Ricordo mia madre, bellissima, indossare il sangallo degli anni ’70 e i pizzi dell’alta moda degli anni ’80 fatti di pelle o sughero. Arte. Ho ancora dei corpetti originali, perfetti nella stagione estiva.

Ricordo i nodi da marinaio che mio padre m’insegnava per rendermi utile almeno in fase di attracco, visto che pesavo troppo poco per far da zavorra a contrastare l’impeto del vento.

Ricordo gli occhi della mamma di un mio grande amore nel donarmi i pizzi che ai suoi figli non interessavano, quelli delle bisnonne, quelli delle signorine dei primi del ‘900. Non voleva andassero sprecati in mani stolte. Li ho ancora.

Ricordo i pescatori delle mie isole a rammendare con manualità rara le reti da pesca, pizzi anch’esse. Ore invernali seduta lì sul molo a guardarli, a osservare ogni movimento quasi come un’ancestrale danza.

Porto sempre con me le lezioni di cucito del collegio nascondendo nella borsa rotoli di nastri ricamati a punto croce o di filèt; restano lì, nella tasca interna, pronti a uscire nei momenti di calma, di attesa, di rilassamento o di concentrazione per risolvere qualche problema.

Ricordo episodi buffi e, credo, emblematici. Amici velisti mi proposero di accompagnarli in un trasferimento di un due alberi, una meravigliosa Signora del Mare. Nelle notti di attraversata componevo i miei nastri sotto la Via Lattea. Uno sguardo al punto e uno alle stelle. Il più grezzo dei miei amici, circa 120 chili di mole marinaresca, mi osservava meravigliato per un lavorio così inutile. Gli spiegai la magia della concertazione, delle chiacchiere leggere con se stessi, della potenza del lavoro manuale di miniatura, quello che svuota la mente. Un ago, i fili del colore che preferiva, due timidi tentativi poi, ai primi punti croce di quelle enormi e sgraziate dita di enormità maschile, il suo sguardo cambiò. Dopo alcuni anni mi bisbigliò che il ricamo era diventato una passione. Mi ringraziò per quella strana notte alla scoperta delle trame dei fili e mi pregò di non svelare il suo segreto.

Ricordo, nei rifugi in alta montagna, quando rimanevo sveglia a causa del cielo troppo alto e del silenzio troppo acuto della notte. Per non cedere alle voci delle ombre, accendevo la torcia, mi appallottolavo nel sacco a pelo e con l’uncinetto contavo, contavo, contavo i punti a creare fantasie di trame come un dialogo di pace con quei fantasmi di alta montagna. Poi mi addormentavo.

Mi ricordo un episodio quasi imbarazzante. Ero una giovanissima in carriera e, in un difficile periodo di decisioni lavorative, mi chiudevo in ufficio per riflettere e il nastro nella borsa mi serviva per concentrarmi e prendere decisioni. Un giorno una collaboratrice entrò senza bussare e mi vide lì, con il nastro e i piedi scalzi sul tavolo. Si scusò, risi, mi scusai. Mi accorsi che mi osservava con curiosità e notai un tentennamento. Prima ancora di aggiornarmi sui dati mi disse che non pensava che fossi il genere di persona da ricamo. Era un’amante di questa arte. Era molto brava. Ci confrontammo parlando di ricami e pizzi, poi dei miseri dati di lavoro. Diventammo amiche passandoci modelli e trovandoci al bar di nascosto dagli altri perché, allora, era l’unico modo per darsi del tu, di nascosto e fuori dagli uffici. Al di là dei ruoli.

Mi piace il titolo del post della giovane .marta “Volli fortemente volli” e quello del saggio Osv. “Meraviglie dell’artigianato sardo”. Due generazioni che si incontrano nell’istintiva volontà di non perdere le trame dei fili.

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4 Comments Add yours

  1. cordialdo scrive:

    Ciao, mia cara e dolce amica. L’onda dei tuoi ricordi, a cerchi concentrici, oggi non può non coinvolgere tutti coloro che ti hanno letto, come, me e ti leggeranno nell’arco della giornata o anche dopo. Questo darsi la mano attraverso l’etere , parlare delle esperienze pasate, preoccupati che le cose importanti, come l’artigianato sardo e di tutte le altre regioni, non vada disperso nell’obblio!
    Buona giornata. A presto. Un abbraccio. Osv.

    1. ninjalaspia scrive:

      Questa è appunto la magia che tu e Marta avete ispirato. Uniti nell’etere a parlar di tutto per non perdere le trame dei fili in ogni senso.
      Un grande abbraccio a te😉

  2. tramedipensieri scrive:

    Grazie, la tua sensibilità unita a quella di Osvaldo mi rallegra molto.

    Soprattutto il racconto e i ricordi di Ninja mi han fatto sorridere…perchè un tempo anche io portavo con me il filo per poter tenere uniti i pensieri…quello di svolgere lavori di questo tipo rilassa moltissimo….
    Certo poi c’è sempre quelcuno che fa la battuta come se lavorare all’uncinetto appartenga solo a persone adulte e “vecchio stampo”.

    Non vedo l’ora di poter vedere qualche pizzo o altro realizzato da te con questa tecnica🙂 io sono a diposizione…

    un abbraccio
    .marta

    1. ninjalaspia scrive:

      Al prossimo che dice una cosa del genere, che è roba da “adulti vecchio stampo” digli che è lo stesso lavoro che fanno i pescatori rudi che affrontano l’oceano d’altura!
      A parte tutto, grazie a te per gli spunti e son lieta di avere una piccola passione in comune😉

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