la modestia di ammettere e di non esser pittime

Domani giornata di farse.

Sono arrabbiata. Molto. Spudoratamente arrabbiata. Tanto arrabbiata che parlo a monosillabi. Snaturata.

Torno a scrivere della farsa che sto vivendo con i medici. Altrochè l’Alieno, il Cancro, le patologie croniche e tutti i melensi sentimenti tanto profondi e veri e così da vittima o da pittima.

Meglio pittima, molto meglio.

Domani mi toccherà fare la brava paziente con quella codarda della radiologa che ha rifiutato di farmi gli esami e con quel perditempo dell’oncologo.

Mi dovrò sottoporre a un’ecografia che non porterà a nulla. Già lo so perché, dati alla mano, è noto che l’eco non legge come la risonanza; sarò sia testimone sia protagonista di una farsa tutta a favore delle politiche interne dell’ospedale. All’oncologo non dirò che ho deciso di fare l’intervento ricostruttivo a maggio. Non gli compete, lui è preposto a dare pillole, veleni per cinque anni, non a pensare al benessere del paziente. A quello devo pensare io, purtroppo.

La prima farsa si svolgerà al mattino, anzi, verso l’ora di pranzo all’ospedale.

Nel tardo pomeriggio sarò quindi a godermi la seconda farsa: mollemente seduta in uno studio di un medicone specializzato in osteoporosi, verrò intortata con sorrisetti e belle parole per ritrovarmi con una terapia che non farà altro che parare e non curare il processo che ha reso la spina dorsale un pericolosissimo groviera.

L terapia non mi guarirà, sia chiaro, terrà solo sotto controllo o, al massimo, bloccherà un processo oramai troppo avanzato e assurdo in una giovare signora come me.

Tutte queste farse han ragione di essere nella speranza che la scienza trovi altre miracolose terapie così da arrivare ai 90 anni in perfetta forma, con le ossa intere, i lineamenti distesi e sicuramente due tette sugli attenti. Di queste ultime son sicura, comunque.

Sono arrabbiata perché i medici non hanno la modestia di ammettere che nulla sanno né in fase di diagnosi né in quella terapeutica circa patologie come le mie.

Rubano solo tempo facendoti fare analisi, attendere esiti difficilmente decifrabili. I medici richiedendo la totalità del tuo tempo e della vita che hai facendoti rincorrere laboratori, tecnici, farmacisti, sale d’attesa e spogliatoi in cui ti ritrovi spossato a spogliarti con la lentezza di un condannato.

Sono arrabbiata perché non hanno la modestia di mettersi al tuo pari e ammettere che non conoscono le ragioni di tanti disastri per loro oramai cronici. A domanda diretta tartagliano, prendono tempo, danno risposte non coerenti, ti accusano di esser troppo curiosa, ti dicono che non è importante sapere le ragioni scientifiche delle malattie in cui sono specializzati. Avessero, cielo!, la modestia di dire che non lo sanno.

Specialisti, sì, specialisti nel prendere in giro l’intelligenza di colui o colei che è seduto dinnanzi loro.

Specialisti nel dirti che hai gravi malattie; di dirti che la tua vita non sarà mai più la stessa, che la data della tua morte è vicina e che se non fai il bravo hai due anni di vita. Ti dicono che è giunto per te il momento di darti una calmata perché da ora in poi dovrai solo vivere rincorrendo le terapie e le analisi. Una calmata!

Ecco cosa non riesco a mandare giù.

Mi fa arrabbiare la supposta competenza di questi miopi medici che, con modi presuntuosi, non vedono l’uomo nella sua totalità e perseguono a considerare solo la patologia e un numero di cartella.

E tu non hai voce, sei privo di libero arbitrio, sei solo un grumo di carne impazzita e di ossa spugnose che, pittima, non riesce a svincolarsi dallo sgomento che è linfa per la farsa che perdura. Se avessero, i medici, la modestia di ammettere potrei almeno smettere di sentirmi pittima.

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8 Comments Add yours

  1. cordialdo scrive:

    Lo so che tu hai ragione da vendere ad affermare ciò che hai scritto:Purtroppo, però, questi sono i soli interlocutori che abbiamo quando siamo ammalati, sono loro che possono, magari andando a tentoni, trovare e prescriverci un farmaco che, anche se sappiamo che non ci guarirà, può darci un po’ di sollievo dalle nostre sofferenze.
    Ciao, cara amica.

    1. ninjalaspia scrive:

      Sei un tesoro e ti adoro! Quasi quasi ti chiedo di farmi compagnia domani e di parlare tu con loro! Sia mai che mi passi questa arrabbiatura😉
      hai ragione, sono i nostri unici interlocutori e non è semplice spiegare quanto sia disarmante e quante energie si consumano per seguire gli iter imposti dai protocolli. Tante energie, amico mio, che ti stancano più ancora della chimica. E tu ti senti preso un po’ in giro. Tutto qui.
      Grazie per il commento, sei prezioso. Kiss

  2. tucancroiodonna scrive:

    Cara Ninja…mancanza di competenza, mancanza di umilta’, mancanza di empatia… ho trovato molte di queste cose nel sistema e nei medici. Lunedi, pero’, ho incontrato nel corridoio del reparto di radiologia, mentre ero in attesa di fare la tac, il dottore che mi fece biopsie al seno e al fegato, nonche’ eco alla tiroide… un dottore che venne pure all’inaugurazione della mia mostra e che, unico, rispose ad un mio biglietto di ringraziamento… Insomma: un dottore umano, che si e’ informato della mia salute e che mi ha promesso che avrebbe guardato anche lui i risultati del mio esame. Un medico che ha fatto un passo in piu’… un passo con la passione per la sua professione e per i pazienti, che non fa sentire come numeri…
    Ti auguro di trovare anche tu dottori simili. Ce ne sono. Non quanti ne vorremmo, non quanti ne avremmo bisogno. Ma ce ne sono. Un abbraccio! E domani ti saro’ vicina – con rabbia se serve.

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao stella! Che bello il tuo commento, soprattutto il “con rabbia”.😉
      Ammetto che un medico vero, di quelli che ti guardano con gli occhi umidi mentre ti danno Lo Schiaffo, l’ho. E’ il mio radiologo, il capo della codarda che si è rifiutata di farmi l’analisi. Domani lo vedrò e so che è dalla mia nella decisione di anticipare l’intervento ricostruttivo per permettermi di tenere sotto controllo i noduli. A lui faccio riferimento con email accorate quando proprio non ce la faccio più e mi risponde anche di domenica, anche dal suo cellulare. Esistono i veri medici e son rari ma la loro grandezza ripaga della pochezza dei più. Hai ragione.
      Ti abbraccio forte e grazie ancora. =)

  3. annacadabra scrive:

    Dimostri un coraggio non comune nel parlare con questa franchezza della tua malattia, sono argomenti che di solito la gente preferisce evitare. Ho visto mio padre passare attraverso la stessa esperienza. La forza delle tue parole è di ispirazione per tutti quelli che hanno un ostacolo da affrontare, che sia dentro o fuori di sé.
    Un abbraccio.

    1. ninjalaspia scrive:

      Grazie, mi fa piacere il tuo commento e mi dà forza. Non avere pudori di esprimere i propri limiti, paure, arrabbiature, inadeguatezze mi ha sempre esposta. A volte ha procurato dolore, altre amici.
      Chi evita di parlare del bello e del brutto, della gioia e del dolore, in realtà non vive.
      Bello averti nella “rete” degli amici che parlano della vita per quello che è.
      Ti abbraccio

  4. tramedipensieri scrive:

    Sembra quasi che certi medici non vadano oltre le terapie, ma le parole sono importanti molto importanti…

    un sorriso
    ciao
    .marta

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao .marta!
      Non solo sembra ma è proprio così.
      I protocolli! Aaargh ai protocolli e quando ti capita di non rientrare in un protocollo, allora son guai e i medico non hanno veramente più parole.
      Ne scriverò.
      Per ora ti abbraccio forte e ‘notte😉

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