leggerezza

Mi chiedo dove sia finita la leggerezza.

Ultimamente tutti sono a urlare il peso della vita, degli insuccessi, delle scelte sbagliate, della noia del vivere, di quanto siano depressi perché le cose sono cambiate o perché il mondo non li comprende o perché il loro stile di vita è meno ricco o perché non amano più l’amante/la moglie/il marito che a sua volta li soffoca e non sanno più far l’amore o all’amore, dipende da come la si vuole vedere.

Sento lamenti circa la pesantezza del vivere, di quanto tutto sia irreversibile e pazzescamente premonitore di morte.

Cielo, che noia!

Mi riferisco soprattutto alla generazione del baby boom, i nati negli anni ’60, quelli che hanno vissuto gli ’80 fra paillette e spalline imbottite, che nei ’90 han svernato fra mega carriere e mega vacanze per il mondo, quelli che hanno fatto figli immaginando di vivere nella beatitudine della fattoria della “Mulino Bianco”.

Mi riferisco alla mia generazione. Tutti depressi, tutti con il mal di vivere.

Mi annoia il fatto che non vedono che esserci e affrontare le difficoltà è molto più vitale che stare a lamentarsene. Perdono tempo solo per lamentarsi. Ciascuno di noi ha lutti, alti e bassi, malattie, subisce o fa violenza, perde figli, trova amori falsi, dà falso amore, è tradito e tradisce, ha interessi che svaniscono e passioni che appassiscono. La vita è un alternarsi di faccende e sensibilità. Vivere è godere in leggerezza di ciò che si è qui e ora.

La cosa che più m’infastidisce è che desiderano approvazione, che a una rassicurazione quasi materna, che han perso il corretto punto di vista che dà sale ed equilibrio alla vita.

Quando ti danno Lo Schiaffo – ripeto annoiandomi ma lo ripeto – le prospettive cambiano, la scala di valori ha gradini più bassi e ogni cosa, anche la più piccola, assume un gusto diverso.

La leggerezza del vivere, che non significa superficialità, è più evidente e anche il solo incontro di una persona con una sensibilità simile alla tua o il bacio spontaneo di un bambino rallegra la realtà che resta comunque difficile.

Mi dispiace non riuscire a condividere la leggerezza e il gusto di sentirsi vivi e vitali nonostante le difficoltà.

Mi dispiace per i miei coetanei, soffocati dai lamenti, che non si accorgono che, così facendo, soffocano chi sta loro vicino. Tutti ingoiati nell’egoistico vortice di negazioni. Negano perfino la bellezza di ciò che hanno realizzato, la famiglia, per esempio, i figli.

Non si rendono conto di quanto siano ingiusti verso loro stessi e verso gli altri e, soprattutto, verso coloro che li ascoltano.

Ritrovarsi ed esser adulti è pesante ma questa fase della vita ha in sé una cosa fantastica: la giusta esperienza per comprendere di cosa sul serio rallegrarsi, sorridendo magari a se stessi, e in un periodo della vita in cui si hanno le energie e le capacità per vivere pienamente e senza compromessi.

10 Comments Add yours

  1. cordialdo scrive:

    Cara amica sei molto saggia per la tua età forse perchè hai vissuto e non vegetato nella bambagia ed hai affrontato con coraggio, reagendo, le avversità che la vita ci presenta all’incasso quotidianamente.
    Ciao, buon pomeriggio.

    1. ninjalaspia scrive:

      😉
      Grazie! E’ una saggezza un po’ difficile. In genere dà fastidio soprattutto a coloro che preferiscono gettare la spugna prima ancora di provare a vivere. Va bene così, comunque, perché ogni tanto si incorra un amico, come te che ne sente tutta la delicatezza.
      Un buon pomeriggi a te!🙂

  2. milanoartexpo scrive:

    Assolutamente d’accordo, Ninja! Tra i nostri coetanei molti depressi e noiosissimi lamentosi. Piagnistei a manetta! Forse perché, non avendo vissuto la guerra come i nostri genitori, non sappiamo cosa è la vera crisi, la vera miseria, la vera fame.
    Io – che ho vissuto una tragedia reale – sono, ora come prima, un inguaribile ottimista. Viva la leggerezza!

    1. ninjalaspia scrive:

      Hey, ciao!
      Ma che belle parole, finalmente!
      Mi fa piacere non esser una mosca bianca; quindi ti saluto con un gradissimo e leggerissimo urlo: AMICO!
      Grazie per il commento, mi hai sul serio alleggerita😉

  3. Hydor Tesla scrive:

    una curiosità, se posso.
    qual’è la tua generazione?

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao! I nati negli anni ’60. Quelli del baby boom. Perché lo chiedi?

      1. Hydor Tesla scrive:

        era per curiosità, tutto qui. cercavo di conoscerti, ho iniziato a leggerti da poco.

        1. ninjalaspia scrive:

          😉 Credo, purtroppo, che la mancanza di leggerezza non abbia età. Forse nella mia generazione, quelli che oggi hanno fra i 40 e i 50 anni, è più evidente. E tu, a quale generazione appartieni?

          1. Hydor Tesla scrive:

            la leggerezza non ha età, hai ragione. è una cosa che va acquisita con le proprie esperienze. io comunque sono uno di quelli del novanta.

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