1942 Trinidad

Le settimane divennero mesi. Sempre le stesse facce con cui parlare, lavorare, mangiare, dormire. Ammetto che non c’è mai stata una parola sconveniente tra noi, nulla di più o di meno della monotonia del codificato lessico per le operazioni di routine e il gergo da bravata nei momenti di libera.

Dopo tanto tempo insieme ci sembrava non ci fosse nulla di cui parlare, in realtà.

A Trinidad siamo stati bene; è un’isola dove cresce tanta canna da zucchero e l’odore dolciastro delle mietiture dei campi ha scandito il trascorrere dei mesi. Quell’odore tanto dolce da penetrare nella pelle e da rendere le nari amare.

A Trinidad abbiamo conosciuto il Rum e tutti i suoi derivati come le lozioni per i capelli imbottigliate in piccole bottiglie di birra. Era roba volatile, quella dei capelli, e ne ho sempre avuto una a portata di mano.

Mi chiedo ancora oggi di cosa abbiamo mai parlato.

Mi chiedo ancora oggi perché non riesco a non pensare a loro, ai miei compagni.

42 Three British sailors drape themselves with their soccer jerseys in Trinidad1942 marinai inglesi a Trinidad durante la Seconda Guerra Mondiale avvolti nelle maglie della loro squadra stese ad asciugare.

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