fautrice di buone novelle

Finalmente una buona notizia. Non tanto perché il destino o il fato, gli dei o gli uomini abbiano fatto qualcosa. L’ho tutta organizzata da sola e ne sono orgogliosa.

Martedì 6 maggio 2014

mi sottoporrò all’intervento ricostruttivo.

L’intervento con il Sistema Sanitario Nazionale, come già scritto, è previsto fra 18 mesi. Purtroppo ho altri noduli al seno destro e sembra che, fin tanto che indosso la espanso-tetta dove nulla ho più, non possa fare analisi adeguate a controllare il comportamento dei tumorini tarlettini. Questo il riassunto.

Non mi dilungo in descrizioni tecniche.

A fronte del rifiuto di un radiologo di farmi la risonanza richiesta dall’oncologo, ho cercato di comprendere come affrontare la situazione per non avere dubbi circa l’adeguatezza delle analisi per i prossimi 18 mesi.

Sembra un paradosso ma l’équipe di medici (oncologo, radiologo, tecnico radiologo, chirurgo plastico e chirurgo senologo) si è arenata sulle modalità operative di controlli da fare in un caso pur tanto semplice come il mio. In pratica si sono create due fazioni: il radiologo responsabile di reparto e il chirurgo plastico si esporrebbero nel fare la tanto rischiosa Risonanza Magnetica ogni sei mesi e una radiologa (responsabile di macchina) e l’oncologo vorrebbero limitare le analisi alla sola ecografia che, comunque, non è l’esame atto a leggere adeguatamente la situazione. Il chirurgo senologo resta fuori dai giochi.

Nel dubbio, ho dedotto che l’unica via d’uscita è quella di anticipare l’intervento ricostruttivo. In tal modo, potrò rinchiudermi in un bel tubo magnetico che mi dica esattamente come stanno le cose il prima possibile. Il silicone che mi metteranno non sarà da impedimento alla Risonanza Magnetica e ciò permetterà all’oncologo e a me di avvalersi del libero arbitrio sui miei tessuti senza supposizioni.

Ho chiesto se attraverso la ASL potevo esser cambiata di lista per anticipare l’intervento e la risposta è stata negativa.

Detto, fatto. Ho avuto un lungo colloquio con il chirurgo plastico, ho avuto il preventivo dall’ospedale, ho recuperato i soldi (cosa assai difficile visto che non sono né ricca né ereditiera) e… l’oncologo mi dice di non procedere!

Chiedo motivazione. Un dialogo surreale:
Signora ma non anticipiamo ciò che non deve essere anticipato” dice
In che senso, dottore?” chiedo
Non lo faccia e basta” esclama tranquillamente
Dottore, posso dirle che la motivazione non regge? Ha qualcosa da dirmi di scientificamente e oggettivamente inopinabile per non procedere con l’intervento?” chiedo con tono dolce
No, Signora, lei non lo faccia. Le ho fissato un appuntamento per l’ecografia settimana prossima. Saremo poi io e la radiologa – quella che ha rifiutato di farmi la risonanza – a leggere l’eco paragonandola alle foto della vecchia risonanza” spiega
Va bene, dottore, vado a farmi fare l’impegnativa per l’eco” dico sapendo di aver già preso un’altra decisione.

Tutto ciò ieri.

Stamane ho quindi inviato conferma per l’intervento chirurgico:

Il giorno 07/mar/2014, alle ore 09:00, “ninjalaspia” ha scritto:

Buon giorno Dottor Chirurgo Plastico,

confermo la data del 6 maggio per l’intervento di cui allego preventivo firmato. 

In settimana ho incontrato l’oncologo che ha fissato l’ecografia per controllare i noduli alla mammella dx il prossimo giovedì 13 in seguito al diniego della radiologa a eseguire la RM prescritta da lui e dal suo responsabile settimana scorsa.

Ritengo comunque che la RM sarebbe più opportuna all’ottenimento di un follow up preciso. Mi auguro si provveda appena possibile e compatibilmente con la garanzia che tale esame non comprometta l’attuale situazione con espansore.

Per il momento la saluto caramente e le auguro un buon fine settimana,

Ninjalaspia

Risposta del chirurgo:

Ok per il 6 maggio.

Non si preoccupi per la RMN dopo l’intervento la potrà fare tranquillamente. Prima sono sufficienti gli altri accertamenti.

Un cordiale saluto.

il Chirurgo

Inviato da iPhone

Non giudico i medici. Sono privilegiata perché sono seguita da professionisti che lavorano per il secondo ospedale europeo specializzato in cancro. Ciascuno di loro è persona stimabilissima a cui mi affido con molta fiducia. Non ho alcun dubbio circa il mio privilegio e non voglio cambiare équipe.

Mi fa riflettere ancora una volta quanto il mondo dei pazienti cancherati sia complesso e lontano da quello dei sani e, purtroppo, da quello degli operatori di settore. Il cono d’ombra in cui sei proiettato quando vivi lo stato di paziente non è trasmissibile. Negare un esame perché è stata commessa una svista operativa o perché non la si pensa come il proprio collega, non è corretto.

Snaturato dalla situazione, dalle terapie, dal fantasma del cancro che probabilmente si sta rimpolpando in altri tessuti, ti capita di dover urlare e di fare atti di forza per galleggiare ed esser, se possibile, fautore di buone novelle.

tette disegno

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