ti senti pelato come un pollo in attesa dello spiedo

Giorni di analisi. È una settimana un po’ così, quella in cui ti senti pelato come un pollo in attesa dello spiedo.

Lo spiedo sono i medici quando leggono i referti. Non in questa settimana, comunque.

Da oggi fino a giovedì incluso sono ribaltata come un calzino: bucata, magnetizzata, schiacciata, irradiata, ri-bucata, prelevata da tutte le parti, anche quelle che ancora non sapevo di possedere.

Gli spin dei miei protoni, e quant’altro di sub atomico della tetta destra (quella che ancora c’è), balleranno il valzer e io starò lì a guardarli, muta e incuriosita, vestita con le babbucce e con il bavaglio che arriva fino alle ginocchia, quello che gioca a nascondino con le natiche e che nei film fa tanto ridere. Meno male che nei corridoi non ci sono specchi che riflettano l’indegno spettacolo, almeno così mi sento salva nella dignità, occhio non vede cuor non duole, mi dico e sorrido.

Per esorcizzare l’ansia da analisi, elargisco sbaciucchi, mentine e sorrisi a tutti i tecnici dei tanti laboratori e gironzolo per gli undici piani dell’ospedale con l’ipad sempre con me a mo’ di coperta di Linus, rassicurante oggetto transizionale, e chiacchiero chiacchiero chiacchiero con tutti, anche con i tecnici degli ascensori. In pratica zanzareggio per l’ospedale fra un’analisi e l’altra.

Mercoledì incontrerò l’unico medico della settimana: il chirurgo ricostruttivo.

Quello meno importante.

Da quindici giorni l’espansore mi fa male impedendomi i movimenti del braccio e della mano. Ho perso anche parte del tatto di braccio e schiena. È un dolore che compromette sia le ore diurne sia le notturne. Mi muovo e ho fitte improvvise, non posso sollevare pesi, guidare è un rischio che affronto in tutta coscianza. La espanso-tetta fa male costantemente, in modo sordo e soffocante.

Fra una radiazione e un prelievo ho deciso quindi di incontrare lui, proprio lui, il Chirurgo Mini. Mi sorriderà e dirà che va tutto bene, che la mia espanso-tetta è un’opera d’arte e che le altre pazienti, quelle in gamba, non si lamentano. Lo so. Già so che dirà. E so che gli dirò di non mentirmi perché so che sa che, fra tutte le sue donne-tetta, quella più in gamba sono io. Sorriso. Mentina. Sbaciucchioguancia. Arrivederci.

L’intervento ricostruttivo vero e proprio è previsto fra un anno e mezzo, se tutto va bene, e coinvolgerà sia la parte sinistra sia la destra del torace, forse anche altre parti del corpo. La promessa è quella di farmi risvegliare con due tette da sballo, inossidabili, dure e perennemente sull’attenti. Entrambe.

Ad oggi mi ritrovo brillantemente al millequarantanovesimo (1.049) posto nelle liste nazionali o, meglio, lombarde. Non mi lamento anche se mi scoccia vivere sbilanciata per i prossimi 18 mesi e non solo per questo motivo.

Stamane, inoltre, un fisioterapista mi ha detto che devo fare una serie di sedute perché la scapola è “alata” a causa dell’espansore. Sorrido pensando che potrei fare paracadutismo o vestirmi da putto. Poi mi torna in mente che mi sento e, in effetti, sono un pollo spennato e il sorriso diventa sbuffo.

Il guaio è che sta storia delle tette si sta facendo troppo lunga per i miei gusti.

In fondo, come dissi al chirurgo oncologo, si tratta solo di tette, leviamole e facciamola finita. Levi tutto, cancro per primo, metti due protesine piccole piccole anni ’70 durante l’asportazione, et volilà me ne torno a fare sport. Supero quello che c’è da superare e ci vediamo a carnevale.

No. Non è così.

O, meglio, è anche così ma non nel mio caso perché pare che, essendo una giovane signora, sia palese che le “faccende estetiche” debbano esser fatte per bene, quindi ci vuole tempo. Tanto ma tanto ma tanto tempo. La mia opinione non è richiesta. Anzi, se manifestata e vagamente contraria agli intenti generali, mi dicono che sono in reazione psicologica.

L’argomento non è la battaglia contro il cancro ma gli interventi chirurgici non necessari per sconfiggerlo. La letteratura scientifica, lei, quella che si è fatta sulle statistiche, sostiene che tali interventi siano necessari per la psiche di noi femminucce.

Amici, parenti, amanti, zie, congiunti, tutti, sconosciuti, zii, maschi, femmine, tutti, nonni, nonne, cugini, fratelli, sorelle, amanti degli amanti si attengono e adagiano su questa letteratura scientifica il cui ritornello fa: se bella vuoi apparire un poco devi soffrire. Letteratura dimentica della pelle di chi deve sottostare a sto iter per convivere con i tarli del cancro.

Questa settimana ho le analisi per controllare l’Alieno e mi sento una gallina che parla di tette che verranno e per la cui estetica dovrò soffrire ancora per troppi giorni e troppe notti. Non mi piace, mi sento vincolata. Già non sono più me stessa a causa della terapia, dell’osteoporosi, del tempo rubato e mi parlano di tette finte come se fossero il perno della mia vita.

Mi sento pelata come un pollo in attesa dello spiedo.

____________________

espansore: è una specie di tetta provvisoria o “gommone” o tubo o cuscino con valvola inserito, nel corso dell’intervento di asportazione del seno, sotto il gran pettorale; viene gonfiato con soluzione fisiologica nelle settimane successive l’intervento oncologico. La sua funzione è quella di far cambiare “memoria” e forma al muscolo scollato cioè a farlo diventare convesso per preparare i tessuti ad accogliere la protesi definitiva. Beh, definitiva, diciamo che dura fra i 10 e i 12 anni.

6 Comments Add yours

  1. vale12settembre2013 scrive:

    ciao Pulcino del mio cuore😀 Scherzi a parte, dalle mie parti, le mie colleghe di chemio si chiamano pulcini…quella specie di peluria tra capelli/peli veri e capelli finissimi.Ecco, da oggi mi sento una pulcina anche io❤ Come è andato il post-zanzareggio? un abbraccio

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Vale!
      Mi chiedevo dove fossi finita in questi giorni ed eccoti qui a sorridermi proprio in ore di tensione.
      Lo zanzareggio proseguirà ancora domani su e giù con tante mentine per i vari laboratori di analisi. Praticamente sono una spacciatrice di zucchero a tradimento.
      Domani nel carnet ho una bella RM di circa 40 minuti…poi il peggio è passato.

      Grazie, amica mia, del contatto!
      Kiss

  2. ellagadda scrive:

    Ecco che le esperienze son tutte diverse, avrei dovuto metterla anche io, ma in sala i chirurghi hanno preferito evitare, mi han detto che con la radioterapia qualunque ostacolo può essere dannoso (e pare che lo stesso espansore possa rovinarsi parecchio con le radiazioni), mi han detto anche che un intervento “semplice”, avendo tempi di recupero più brevi, evita di ritardare le terapie. Chissà…
    Quindi adesso sono quasi piatta da una parte e completamente piatta dall’altra, con scontatissime battute da parte dei miei amici (e anche dei chirurghi)😀

    1. ninjalaspia scrive:

      Ciao Amica!
      L’espansore è una faccendaccia piena di controsensi e dolori. E’ una violenza al tuo fisico e sembra che a causa sua i medici stessi entrino in contraddizione l’uno con l’altro. Di un “incidente” del genere ne ho scritto nel post “Non perdere l’orizzonte” del 20 febbraio. A causa sua ho avuto la tentazione di farmi del male, cioè di bucarlo con un coltello da cucina quando non riuscivo nemmeno a pensare dai dolori; a causa sua sto prendendo la decisione di intervenire anzitempo per ricostruire tutto, a patto che riesca a tosare i soldi. A causa sua non mi hanno fatto il check (che deve essere fatto solo con RM) al seno buono che ha dei “nodulini”.
      Dicono che avere il seno ricostruito sia psicologicamente fondamentale per farci superare meglio tutto. Per ora non so che pensare. Non mi esprimo. So solo che con le protesi esterne si vive comunque. (a sx ho espansore che equivale a una taglia 4a e pesa circa 400 gr e a dx ho la tettina anni settanta taglia 1a peso piuma a cui aggiungo una bella protesi esterna per non impressionare troppo il mondo che mi osserva e per bilanciare la differenza di peso).
      Mi fa tanto piacere averti conosciuta e, magari, iniziare a fare riflessioni fra “noi delle teatine”.
      Ti abbraccio

      1. ellagadda scrive:

        Contenta anch’io di averti incontrata🙂
        Sono appena entrata nel vortice di visite e chirurghi, quindi ancora non ho ben chiaro tutto l’iter, so solo che sarà lungo.
        Spulciavo nei blog, sicura di trovare impressioni e pareri, e il tuo mi è sembrato il più equilibrato fra ironia, stress e “io speriamo che me la cavo”😀
        Ecco, dell’espansore avevo un po’ paura e la tua esperienza conferma, però devo anche dire che la mia retromarcia credo mi aiuti parecchio a non sentire la differenza, quindi per un annetto o più avrò la protesi esterna, che pure lì, chissà se la taglia più piccola sarà piccola come l’altro :DD
        Non so, all’inizio il chirurgo mi aveva detto che avrebbero tolto e ricostruito, poi mi ha detto dell’espansore e alla fine (ma l’ho scoperto uscendo dalla sala operatoria, o meglio, dall’anestesia) hanno deciso di rimandare tutto, dicendomi, appunto, che avrebbe potuto darmi più problemi che altro, però, ripeto, penso che un seno voluminoso sia più difficile da perdere, e che metta maggiormente in difficoltà i chirurghi nel prendere decisioni, e credo anche faccia la sua parte il peso: se da una parte hai una quarta e dall’altra zero, insomma, un minimo la schiena ne risente.
        Bisogna trovare il giusto equilibrio fra confusione nostra,confusione loro e confusione cosmica, prima o poi ne verremo fuori, un po’ fantozzianamente, ma meglio di niente.

        Intanto in bocca al lupo, spero che riescano a trovare una soluzione per quel maledetto espansore, tu tieni duro e soprattutto tieni lontani i coltelli, o usali per minacciare il chirurgo o chi ti raccomanda a Dio :))

        1. ninjalaspia scrive:

          Domani avrò la visita dall’oncologo: andrò munita di coltellino svizzero ;-D
          Restiamo in contatto, mi fa piacere
          Un abbraccio forte e kiss

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