Strana vertigine

Strana vertigine pensare al tempo. Lo si trascorre senza averne alcuna percezione per ritrovarsi con un senso di sopraffazione quando s’impossessa di ogni tua cellula.

Strana vertigine, il tempo, per scienziati, filosofi, poeti; e a noi, suoi semplici passeggeri, resta l’oblio del panorama che scorre senza permetterci alcuna sorta di presa.

Ho iniziato ad avere questa strana vertigine dall’ultima notte in ospedale e mai come in quei giorni,  in quelli drammatici precedenti  e in questi ultimi di casalinga degenza l’ho percepita in modo tanto palpabile. Tutto è trascorso fra volti, suoni, odori, attese, dolori opachi, mani amiche, sguardi carichi di empatia e amore, messaggi, cioccolatini, lacrime, sorrisi e battute, sonnolenza e desiderio di fuga, abbracci, ascensori bizzosi, brevi discussioni, fotografie della terra che amo, fitte  traditrici e così fulminanti  da  levare il respiro, voci, panorami e volti offuscati per l’assenza forzata degli antiquati e privatissimi occhiali, richieste di tenerezza e tenerezze donate, sonni bui e inattesi sogni ritrovati, sollievo, serenità, calore, petali e libri, fumetti, tubicini e bisacce che s’imbrigliano nelle maniglie degli armadietti rischiando di vanificare il lavoro dei chirurghi, rose dal color delle albicocche mature, stanchezza che rende le gambe molli e i passi incerti, voglia di luce e sole per correre, dolore costante come se gli arti fossero reduci da una bella  e liberatoria rissa, fame, audio libri, televisione senza volume, telefonate, desiderio di sentirsi  utili, la breve paura per ciò che ti attende ma tanto breve da non turbare il cuore e gli intenti. 

In un eterno presente.

E ora è arrivato Pablo. Ben venuto, nuovo uomo, ben venuto in questa avventura chiamata Vita, ben venuto al tuo tenero e per te inconsapevole calore. Oggi è nato Pablo, il cucciolo di un’amica speciale che in anni luminosi di mare e sole e vento mi ha introdotto alla vertigine del tempo eterno dell’arte in tutte le sue espressioni.

Ecco Pablo, finalmente, ecco la vera vertigine del tempo che si blocca permettendoci una forte presa.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Pupi ha detto:

    Ninja cara, mi sa che l’idea del blog non sia una bella trovata! ora sono gelosissima dei tuoi scritti che prima condividevi con pochi (fra cui me). Non posso commentare se non scrivendoti che hai dato esattamente l’idea e l’immagine di come ti senti , ma non dimenticare il calore di chi ti vuole bene (che peraltro hai già ricordato). Grande Ninja! Tifo per te.

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